Tutti miserelle le mie festività: una a parte.

Dicono che i vecchi non hanno che ricordi, e quelli mi sono venuti alla mente, oggi, tornando dalla spesa al LDl , dove ho visto un neo burino arrivare con una vecchia Ferrari. Dovrà andarci per risparmiare sul metano, suppongo!

Non ricordo l’anno. C’era l’Amato, allora. Siamo stati ospiti di un amico di ricca borghesia meranese (poi morto per ove) e assieme ad una banda di altri sciagurati per un verso e per un altro, dopo esser saliti per non si sa quanta strada al buio, dopo aver constatato che non si ricordavano più dove stava il ristorante dove avevano prenotato, ci siamo fermati proprio sul dosso di un’alta collina o di un piccolo monte che sia stato.

Vetro ghiacciato, l’aria. Per decine di kilomentri di fronte a noi e per i 360 gradi, una platea di montagna, con luci, si, sui declivi ma, sfilata collana di diamanti, cadute qua e la come in terra così in cielo.

Basso il cielo. Di un indaco così intenso da parer soffitto, basso pareva, quasi da far paura, quasi da piegare il collo per non batterci la testa. Incantati, saremmo rimasti lì non si sa per quanto, ma il cenare chiamava ed eravamo già in forte ritardo. Come serata volle arrivammo al ristorante! Clientela numerosa e con brindisi già fatti, nella sala. Noi, però, siamo stati dirottati a parte. Non credo per malizia. Nessuna di noi era scandalosa, né in qualsiasi maniera fatta di qualsiasi cosa. Non sino all’aperitivo, perlomeno.

Del mangiare non ricordo nulla. Probabilmente, perché molto mediocre, probabilmente, perché moto birrato, e dopo, anche molto canato!

Festa scontata, si sa! Bisogna divertirsi se no che festa è! Solo il Signore sa se non le odio, non tanto le feste, quanto il doversi divertire perché si fa vedere che ci si diverte. A me, che già allora cominciavo ad amare il silenzio, interrotto da preludi, si, però, attenuate per favore: attenuate!

Fatto sta che ho lasciato andare il comune che non sono, ed ho recitato la mia parte. Per gli stessi motivi della cena, non ricordo come se non a rari sprazzi. Bene, ricordo solo il viso dell’Amato. Aveva (e avevamo) ben pochi motivi per ridere eppure ci ero riuscito, e con lui, anch’io e gli amici.

Non ricordo com’è finita la serata. Ci avranno buttati fuori ad orario, suppongo. Nel Sud Tirolo mica si scherza con gli orari! Ricordo solo che ad un certo punto i nostri fuochi artificiali si sono spenti:, anche se un po’ alla volta.

Siamo tornati a terra, così, venati di malinconia.

La stessa che colpisce angeli quando cadono.

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