Questa notte, Luisa, ho sognato che mi avevi citato in un tuo post: molto bene e con gioia.

Era un post sullo stile rimembranza. A me piacciono in modo particolare. Sul fronte del post l’immagine di abitazioni su di una strada che vedevo curvare verso sinistra. Delle abitazioni (tutte ad un piano) vedevo le sole facciate. Bellissime, intarsiate e/o scolpite con disegni che ho sentito significativi ma che durante il sogno non sono riuscito a spiegarmi, e neanche ora da sveglio che lo sto ricordando.
Il colore delle facciate e dei disegni, tono su tono, era di un ocra che se fossi di lingua latina non potrei che dirlo caliente ma non mui caliente. Bello, quel colore. Luminoso. Pareva il sole di quel giorno, e la strada illuminava tutta. Il cielo più in alto, era di un bianco perla con venature_ bolle leggermente viola.
Classico barocco salentino, mi sono detto, quasi incapace di allontanare la vista da quelle facciate, tuttavia, la didascalia sotto la foto le diceva di Monaco. Biblioteca di Monaco ora che ricordo meglio! Biblioteca una strada con delle casa ai lati? Disorientato, dal sogno mi sono svegliato con altrettanto disorientamento.
Non capisco proprio cosa c’entri un barocco tedesco (che non so se a Monaco esista proprio) con un barocco leccese che, sia pure attuato diversamente dal sogno, so che c’è.
Cos’hanno mai in comune due stili architettonici, non esistente l’uno e diversamente esistente l’altro? Indipendentemente dal luogo, delle atmosfere barocche del’immagine, mi sono detto. Le stesse atmosfere che ci sono in certi tuoi post, e che anche quelli amo in modo particolare.
Delle facciate si può dire che sono i volti delle case, quindi, sono facce. Facce barocche tedesche in ambientazione barocca leccese? Si, viene da pensare, se le facce del post in cui mi citi fanno intendere un connubio letterario fra personalità in animo anche barocco, se per barocco intendiamo un pensiero capace di elaborati disegni. Dei miei pensieri non so, ma dei tuoi certamente.
Ipotesi, però, solo ipotesi. Oltre che a suggerire una possibile affinità spirituale e di stile, dal messaggio (se messaggio è) non se ne ricava sto gran che d’altro, se non, forse, un ultima ipotesi: o tu, o io, o i nostri stili personali e/o di scrittura si ritroveranno in ambito straniero. Si può anche dire, però, che essendo tu la scrittrice del sogno, per quel mezzo mi stai comunicando con gioia che mi ritroverò (stile e/o persona o ambedue) in ambito straniero.
Non so se sia vero che i sogni sono i messaggeri degli dei, ma è certamente vero il debole di questo dio per le canne!
ps. La mia ignoranza va a pari passo della mia conoscenza! A Monaco il barocco c’è, eccome!
Dio salvi la Rete!

rosaquattro