Qualche notte fa sono stato il sognante testimone della storia fra due promessi.

Siciliana, la location, quindi, terra di indubitabili masculi, dove certe cose si fanno lo stesso come altrove ma, diversamente da altrove, non si dicono. E, a meno che non sia cambiato qualcosa, tanto meno si mostrano. Per chi non conosce il mio pensiero, dico spirito determinante il masculo, e spirito accogliente la femminedda. Belissimi tutte e due. Somiglianti. Dal che ne trago che sono spiriti affini, a parte il determinante, che indovino più scolpito e l’accogliente più minuto anche se ben scolpito anch’esso. Chiara la loro intenzione di promettersi ma, non solo sono in Sicilia (nel sogno, simbolo di omogenea e definita mentalità sociale) ma appartengono anche a due differenti classi. Il determinante sento che proviene da famiglia mafiosa, con ciò intendendo, di origine sociale costituita e a sua volta costituente. Da che ambiente provenga lo spirito accogliente  il sogno non lo dice e neanche lo fa intendere. Ne traggo la conclusione che e uno spirito senza classe, con ciò intendendolo senza famiglia,  o con altro dire, senza ambito sociale costituito e  costituente. Ha un sorriso molto birichino, lo spirito accogliente, e solo una leggerissima incipriatura di maliziosità, quando guarda l’amante determinante. Il Determinante è in compagnia di altri masculi. Passa l’accogliente e osa l’inosabile. Con un sorriso che le gran marchette dei dentifrici se lo sognano, ciao, gli dice. Sorriso da risposta spontanea quello del Determinante, ma subito gelato: e in compagnia, e la compagnia lo circonda subito di malevola curiosità e di implicito rimprovero. Aih, ai mi dico: a schìfio, finisce! (Possibile che non mi ricorda mai dove ci va l’h!) Cambio di scena! Il determinante e con una ragazza. Robustina, capelli lisci castani, e, intuisco, occhi cerulei. Gli sta chiedendo spiegazioni. Intuisco evasività nel determinante. Cambio di scena: la ragazza  e seduta dietro a un’altra ragazza  a lei somigliante. Spiriti affini anche queste  due. La ragazza promessa in sospeso,  punta una pistola conto il determinante che l’ha messa lì. Interpreto la pistola come una costrittiva regola o norma. Le due ragazze escono di scena ma nella nuova non vedo agire nulla di chiaro: ne figura, ne forza. C”é solo  un indistinto agitarsi di emozioni  in frappé. Fatto sta che mi sveglio  non sapendo proprio come e andata a finire. Succede, quando le storie vengono poste nel limbo delle cose non compiute.

rosaquattro