La condanna delle sacre scritture? La vita è mia e la gestisco ia

Busso, signor Direttore, su ogni porta che la vita mi pone davanti. Quando l’oltrepasso, però, non sempre mi trovo nella stanza che cercavo. Alla Biblioteca Civica, oggi, ad esempio, nelle edizioni dell’Arena di qualche giorno fa cercavo altro, invece, mi sono ritrovato in questa: Matrimoni gay: la condanna delle sacre scritture.
Presa in affitto dal signor Gianni Toffali, la stanza (coabitata da Santi e Padri della Chiesa) è ammobiliata con attestati, (Bibbia, Antico e Nuovo testamento) che, a mio vedere, di verificato hanno solamente l’età, e di sacro, nulla di credibile se non per fede: conoscenza della sola speranza. Non che a me manchi la fede. Mi manca, piuttosto, l’assoluta incapacità di volerla cieca, e meno che meno muta sulle schifezze che gli epistolatori cattolici che nei secoli si sono succeduti, non hanno mai denunciato come trave, preferendo, invece, stracciarsi le vesti per casi da pagliuzza, tipo la questione gay.
Non me ne voglia il pensiero gay ma non amo “gay”.
La pronuncio sempre con una ripulsa da senso d’ingiustizia per pochezza. Se proprio proprio devo sentirmi definito secondo natura da qualche etero_imbecille, a Gay preferisco Finocchio. Non vedo, infatti, perché, con gay, devo far dimenticare gli omicidi dell’umanità, a quella parte della società (politica e religiosa) che si purificava le nari gettando nei falò i semi dell’ortaggio mentre, in nome di Dio e della norma compiva i suoi delitti con croce, ferro e fuoco.
A fronte di queste vergogne di impossibile assoluzione storica, (diversamente dal Toffali, per la divina non sono interessato a preveder pene) che mai ti va a rilevare il suddetto signore? Il suddetto signore ti va a rilevare uno scandalo che, diversamente da quello scoppiati nella chiesa, pro causa sua, non ha mai martirizzato nessuno, cioè, una riconosciuta alleanza fra personalità naturalmente simili.
Proprio non capisco tutta questa preoccupazione per il Finocchio cattivo che vuole diventare buono a dir del Toffali. Il tono e l’insistenza dell’astio vaticano e delle sue penne, pardon, tastiere, fa proprio pensare che non sia possibile permettergli il diritto di sentirsi società, non tanto perché in ciò si potrebbe legalizzare un temuto (o invidiato?) stile di vita Sodoma&Gomorra, ma perché se lo togliamo dalla lista dei cattivi, chi e/o quale altro capro usare per impedire alla “ggente” di rendersi conto che a sottometterla, esistenzialmente quando non analmente, non sono i Finocchi come urlano gli untori a voce troppo grossa per essere vera, bensì, il Principato, (a livello sociale) la Religione, (a livello spirituale anche se sarebbe meglio dirlo spiritico) ed il Mercato a livello economico.
Devo il riconoscimento di Principato e Religione al mai dimenticato padre Aldo Bergamaschi: ex Ordinario della veronese Scienza dell’Educazione di qualche anno fa. A confronto con i burattinai testé citati, quale importanza possono avere i Finocchi. se non quella di un qualsiasi cittadino dal quale si differenzia, per un motu proprio, più che altro per un alterno ma non generale uso del sedere?
Il Mercato se ne frega degli usi impropri del sedere purché gli dia un reddito e la minor spesa. Tutto considerato, se ne frega anche il Principato, o quanto meno, il problema non gli è prioritario. Non se ne frega affatto la Religione, invece. Il sedere è mio è lo gestisco io, gli ricorda troppo la rivendicazione del femminismo; gli ricorda troppo quanto abbia cambiato il pensiero personale e quindi sociale.
Uomo o donna che sia, etero o homo che sia, chi prende coscienza della totalità di sé, potrebbe non essere più disposto a dar ad altri la vita in cambio di trenta palanche di potentata verità. Di fronte a questa temuta neo riforma del potere religioso sull’animo umano (cattolico o no che sia) banale la risposta della contro riforma. Ecco così, che si riaprono crociate, si usano crociati che si fanno usare, si grida “Dio lo vuole”, si citano Bibbie, Vangeli, Santi, Padri.
Da tanto sbandierar denunce, solo i crociati che non si fanno sottomettere sanno che un bene agito come potere ha, del male, analoga faccia! Banale sino a che si vuole ma sempre omicida.
mulier

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