Rientrando mi sono chiesto ancora che cos’è la felicità.

Ho lasciato, poi, l’amico e la sua merdeces al porcheggio e sono rientrato a piedi in the rain, più che altro protetto dal solito abbondante mezzo di bianco; questa sera non giusto, devo ammettere, per un vino che solo a bassa temperatura è idoneo mascara da vigna sociale. Noncurante dei rimproveri d’argento sulla pelata, rientravo pensando alla felicità. Avrei voluto dire la mia nel sito dove si chiedeva che cos’era la felicità, ma come il solito avevo dimenticato dov’era. Non la felicità. Il sito. Felicità, per me, è assenza del dissidio. Vuoi nel proprio mondo, vuoi fra mondo e mondo. Non è che sia necessario scalare monti e/o attraversare valli per raggiungere la felicità. Basta solo uscire dalle leggi del mondo. Naturalmente, solo dopo aver trovato quelle del proprio, e se non troviamo il proprio, quello del nostro essere: agnello, montone. o pecora secondo i casi.

nord