Sulla Beatitudine, sul Paradiso e su l’Inferno.

E’ beata la Natura e la Cultura della vita che vive se stessa in eguale misura di Spirito. Un’eguale misura di forza fra gli stati della vita la pone in pace. Quando gli stati della vita sono in pace perché sono cessati i dissidi ( vuoi i propri che quelli fra vita e vita e della data vita con quella del suo Principio ), allora, la vita è nella verità tanto quanto è in pace. Nella verità data dalla cessazione dei dissidi conseguente al raggiungimento della pace vi è omeostasi nel corpo, nella mente e nello Spirito: forza che è vitalità della Natura e vita della Cultura. Nella verità perché nella pace sono cessati i dissidi fra la Natura propria ed altra, la Cultura propria ed altra e lo Spirito proprio ed altro, non può non esservi silenzio. Il silenzio è il luogo del Principio della vita perchè principio della verità: bene per ciò che è giusto allo Spirito.

Come luogo della beatitudine degli osservanti, tutte le religioni hanno il proprio Paradiso. Paradiso, è il luogo del Padre: principio della vita perché principio del bene detto da ciò che è giusto al vero. Antitetico al Principio del bene vi è il male: dolore naturale e spirituale da errore culturale. Secondo stati di infiniti stati di dolore, il male è separazione dal paradiso naturale (luogo del Principio del bene) se colpisce il corpo; dal paradiso culturale (luogo del Principio del vero) se il dolore colpisce la verità; dal paradiso spirituale (luogo del Principio della forza della vita) se il dolore colpisce lo Spirito.

Tanto quanto è perseguito, il dolore è cacciata dal Paradiso del Padre quando diventa principio di Spirito (di forza) della vita che si oppone al suo Principio: il bene del Padre: Principio della vita. Secondo stati di infiniti stati di vita, tanto quanto una vita si oppone al bene proprio, all’altrui e a quello del Principio e tanto quanto essa è Inferno: stato del male avverso la vita e del Male avverso quella del Principio.

rosaquattro

La Genesi secondo me

Doverosa premessa: Sulla “Genesi secondo me”, sto dicendo quello che immagino, non, quello che so; e se, sulla Genesi, sto dicendo una stupidaggine, pazienza! Non credo di essere stato il solo.
Precisato questo, per quanto incantante, il passo, IN PRINCIPIO ERA IL VERBO; IL VERBO ERA PRESSO DIO, E IL VERBO ERA DIO, m’ha sempre preso la sola emozione. Di intatto, ho conservato, una disincantata ragione, insoddisfatta delle solite minestre teologiche ma non per questo arresa nella sua ricerca di verità. Fra uno sterminio di accantonati pensieri, in un certo giorno, con altri già pensati, è emerso questo. Comunque lo si chiami e/o lo si dica, il Principio della vita è la vita che ha iniziato il suo principio: la vita. In quanto principio primo, Dio, (o comunque lo si chiami e/o lo si intenda, e/o sia), non può non essere Assoluto. Per questa inscindibile ed assoluta unità, il brano della Genesi biblica è coerente quando dice: in principio, il Principio era il Verbo. Il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio.

Dove non è coerente per me? Per me non è nell’elencazione di merito, perché prima del Verbo non può non esserci la Parola. La parola, è l’emozione della vita che dice sé stessa. Vi può essere emozione di parola la dove non vi è vita che può il riconoscimento della sua emozione? Direi proprio di no. Una vita assoluta può dire parola diversa dalla sua assoluta conoscenza di sé? Direi proprio di no. Ora, ammettendo che al principio vi sia stata una vita con capacità di emozione, quale la sua prima ed assoluta parola? Direi, quella inerente la conoscenza di sé. Pertanto, se si riconosceva in vita, vita, è la prima ed unica parola detta al principio dal Principio.

Se la Parola viene prima del Verbo, ne consegue, che l’emozione della vita del Principio iniziò la sua Parola (vita) e che è dalla Parola “vita” che ne consegue il Verbo: vivere. Secondo questa visione, allora, la Genesi biblica la leggerei così: in principio vi era la Parola (il riconoscimento del Suo sé) e la Parola era presso Dio e la Parola era Dio. Perché presso Dio e nel contempo Dio? Mi rispondo: perché un principio primo e quindi assoluto, non può non essere e non avere che un unico corpo. Ne consegue, che al principio, Dio e Parola sono una inscindibile ed assoluta unità, e che fu il Verbo (vivere) “pronunciato” dalla Parola ad originare il Creato. Giunto al punto non posso non pormi un’ulteriore domanda: quando la Parola si fece Verbo? Essendo un Assoluto, il Principio, la Parola si fede Verbo, quando il Verbo, presso Dio, si fece Vita; e qui torniamo al principio del Principio: vita, è il principio della Vita che ha attuato il suo principio: la vita.

rosaquattro

Non mi mancava che questa!

Vado a fare la spesa.
Sto entrando.
A lato dell’ingresso tre ragazzini.
Sui dieci anni.
Hanno la bici.
La ruota di uno incischia contro una vetrina.
E’ chiaro che vogliono fare qualcosa ma non sanno cosa.
Un gioco che non abbia le solite emozioni, molto probabilmente.
Non ci bado più di tanto.
Entro.
Prendo quello che devo prendere.
Esco.
Vedo che mi guardano ma senza manifestare una particolare curiosità.
Vado a prendere la bici.
Sto aprendo il lucchetto.
Sono a pochi metri da me.
Li sento avviarsi.
Non faccio in tempo a pensare
– si saranno stancati di stare lì –
che, allontanandosi di corsa,
li sento schiamazzare:
aiuto, aiuto c’è il finocchio!
Pericolo, pericolo c’è il finocchio!
In primo mi è venuto da ridere!
Subito dopo però,
ho subito un rigurgito di domande.
Le ho allontanate.
A vedere e provvedere ci penserà la vita.
Ha raddrizzato tronchi.
Vuoi che non sappia e non possa raddrizzare arbusti?
Tuttavia, dispiace.
So che lo fa,
anche percuotendo.

rosaquattro

Rasoio di Occam e Omofobia

L’Omofobia è generata da una dirompente antipatia. Dell’antipatia, il Devoto – Oli, dice: condizione di contro-sentire’, ‘insieme di sentimenti avversi’]. Accertato il significato, mi pongo la domanda: l’odio contro l’altro, esclude l’odio contro sé? Non l’esclude. L’odio, infatti, è un sentimento che nega la vita altra, ma non di meno nega la propria nei casi di “roba” pesante. Nei casi di “roba” leggera, invece, pone antipatia nella vita altra, ma non di meno nella propria. Succede, perché i portatori di quei mali (l’odio pesante e l’odio leggero che dico antipatia) vengono mentalmente e spiritualmente infettati da quel virus, tanto quanto la mente portatrice è mentalmente non filtrata (da sé e/o da regole) nei casi di odio e/o antipatia istintiva; ed è non barrierata (da sé e/o da regole) nei casi di odio e/o antipatia coscientemente voluta.
Oltre a “non essere un’opinione”, quindi, l’Omofobia è anche la febbre che denuncia l’espansione delle due odio_dipendenze. L’odio_dipendenza è un desiderio di comunione verso la morte; può essere desiderio esplosivo come implosivo. Tentato come attuato è desiderio di omicidio nel primo caso; non attuato ma tentato è desiderio di suicidio nel secondo. Per il desiderio di attivo omicidio l’odiante è preda di un determinante spirito incubo. Per il desiderio di suicidio, l’odiante è preda di uno spirito succube perché accogliente. Il primo ha carattere virile. Il secondo ha carattere femminile Dell’odiante, quindi, si può dire che a livello psicologico come spirituale è, nella stessa persona, un maschile sodomita per odio, e un femminile sodomizzato dal suo odio.
Se nel caso dell’Omofobia, l’omofobo dovrà farsene una ragione, nel caso di manifesta odio_dipendenza, sarebbe come minimo inclemente non dirgli: curati.
Non tanto per giungere a fargli amare la vita in odio e/o in antipatia, quanto per giungere a fargli amare la vita che è nell’odiato come nell’antipatico: la stessa dell’odio_dipendente.
ps. In questo post, per spirito intendo solamente la forza della vitalità naturale. Dello Spirito come forza della vita ne parlo in altri post.

rosaquattro

Le vie della verità

Tutto è via della verità se porta alla vita.
Vita, è stato di infiniti stati di via, e di ricerche sulla verita . Vi sono vie che percorrono gli abissi, altre, le vette, altre il piano; tutte, sono viaggio.
Ad ogni viaggiatore la sua lode, la sua pena, il suo costo.
Nessuna merita il disprezzo, perché frutto di arbitrario giudizio.
Al più, il nostro silenzio.

rosaquattro

I partiti? Cassapanche con tarli!

Come i sovrani necessitavano del giullare, e la Religione di un “sic transit glora mundi”, così ogni genere di potere (chiamiamolo di Destra?) necessita di un contropotere: chiamiamolo di Sinistra? Secondo questo intendere il potere, i partiti sovrani sono due. Certamente vi sono delle forze, sia affluenti che defluenti del corrispettivo pensiero. Cosa tarla la cassapanca del potere politico così semplificato? Semplice! Tarlano la cassapanca, come inquinano le correnti: gli interessi, (economici o altro che siano), la vanità, la voglia di dominio, l’ambizione, una malintesa spiritualità e/o religione. In ultimo ma non per ultimo: un ideale quando è in necrosi, ecc, ecc, ecc…

rosaquattro

Ai 5Stelle che condividono le priorità del Bonotto circa le istanze sul bisogno in Lgbt di una riconosciuta alleanza.

A proposito delle più volte dette e ripetute paure sulla mancanza del mangiare, per cui è meglio occuparsi di questo che i diritti all’umano riconoscimento può aspettare, al Bonotto e ai suoi condivisori desidero ricordare “che non di solo pane vive l’uomo”. Vive anche di bisogno di giustizia; ed è il bisogno di giustizia che innerva le istanze del mondo in Lgbt.
Bonotto – Dovremmo scindere le problematiche dei diritti individuali e della responsabilità collettiva.
Io – Cosa impedisce di portarle avanti assieme? Una sottaciuta volontà, intimamente contraria ma non detta per per non apparire conservatori destrorsi quando non fascisti e/o comunque non in linea con il grillismo che ho adottato e che voto e che voterò indipendentemente dai contrari alla questione?
Bonotto – il portare avanti queste battaglie su diritti più o meno marginali.
Io – Prego?! Tutti quelli che non votano Grillo e/o il Movimento trovano che le sue battaglie, tutto considerato, siano marginali. Prima, gli interessi della mangiatoia politica, prima i soldi ai partiti, ecc, ecc. E, allora? Ripetiamo la storia che dice: i violentati (dalla politica) che si attuano in politica diventano violentatori dei divergenti in politica?
Bonotto – Ognuno può fare quello che vuole nella vita, ma quando si passa a strutturare una società, è necessario far prevalere le regole naturali e condivise.
Io – Sulla ricerca di condivisione (commosso sino alle lacrime perché consente al mondo Lgbt di vivere purché sotto traccia) non posso non essere che d’accordo con l’affermazione del Bonotto, ma, permetta un sussulto: far prevalere le regole naturali e condivise? Quali? Quelle delle scimmie Bonomo che si usano sessualmente senza problemi, e sono felici (naturalmente parlando) più di noi? Quelle degli orsi che curano la prole per tre anni e poi chi si è visto si è visto?
Pur odiernamente sostituita da qualche siringa, la regola naturale per la procreazione prevede l’uso del genitali maschile e di quello femminile.
La regola culturale, invece, prevede l’uso della psiche maschile nella femminile e della femminile nel maschile.
La regola dello Spirito, invece, prevede che dall’uso degli insieme si generi vita.
In prevalenza, il mondo etero usa la prima, la seconda, e la terza regola. Quando non vi è intesa fra queste regole, vi è infelicità, tendenze suicidarie, omicidi, femminicidi, e malattie di genere psicologico quando non psichiatrico.
Il mondo in Lgbt, (originato dal frutto della prima, e della seconda regola) protrae la sua vita e i suoi intenti di felicità per mezzo della terza regola. Ora, signor Bonotto (e fuori dai denti) dov’é il problema se il mondo in Lgbt manda avanti la sua volontà di vita per mezzo del piacere, anziché per mezzo della procreazione?
Qual’è il problema se, nel suo desiderio di alleanza, anch’esso cerca l’avanzamento fisico-psichico-spirituale che è offerto da ogni genere di legame sentimentale?
Che forse il mezzo del piacere in Lgbt toglie qualcosa al mezzo della procreazione in etero? Non vedo! Al più, vedo che toglie potere ai parassiti della vita altrui, quali sono gli ammalati mentali consapevoli di farlo; qual’è la politica, (o meglio, la partitica) che cura la propria rex anziché quella pubblica perché gli risulta marginale il farlo!
Parassita dello spirito altrui è una mal agita religione, quando, osteggiando la vita per infiniti opportunismi e conservazione dei pastori sulle pecorelle, opera contro le infinite possibilità della creazione. Ha cominciato 2000 anni fa e non ha ancora smesso, però, ama chi ha ucciso, e non dimentica mai di portargli dei fiori! Tante grazie! Il Crocefisso ne sentiva proprio la mancanza!
Bonotto – Comportamenti fuorvianti e innaturali, è necessario riportarli in carreggiata, sempre con un’azione umanitaria.
Io – Tante grazie, signor Bonotto, per l’intento umanitario! Sento di doverle ricordare, però, che anche gli hitleriani riporti in carreggiata di fosca memoria usavano azioni umanitarie. Infatti, prima di bruciare le vittime di cotanto sentimento, li gasavano! Naturalmente, ci sono gas e gas, pire e pire. Glielo preciso per evitarle di far delle corrispondenze non consoni al mio pensiero.
Bonotto – anche per me il matrimonio è concepibile solo tra uomo e donna, per il mantenimento della specie e per l’avanzamento fisico-psichico-spirituale.
Io – ringraziandolo sino alle lacrime per l’azione umanitaria a favore dei richiedenti diritto, non posso non rilevare che il pensiero del Bonotto è tipico del fondamentalismo cattolico! Il Bonotto può credere a quello che vuole, ma perché dovrebbe usare le sue idee per far padronato su quelle altrui? Sul quantitativo fallimento del cosiddetto avanzamento psicofisico offerto dal matrimonio ci sarebbe molto da dire, ma lascio la parola alla cronaca nera che, chissà perché, il Bonotto trascura.
Chiaro che ci sono matrimoni felici e che durano tutta la vita.
Mi commuovono sempre: vuoi perché nell’animo sempre orfano, vuoi perché nell’animo usato da pedofilo! Per la cronaca, prete!
Ricordo al Bonotto che il mondo Lgbt non si è mai opposto al matrimonio idealmente inteso. Preciso idealmente inteso perché in realtà, e per la gran parte, è sentina di molta sofferenza. Considerazione a parte, il che vuol dire che al mondo in Lgbt gli va bene, e che se non gli va bene, considera la sua scontentezza come fatto marginale.
Lo chiamino come vogliono il Bonotto e i suoi condivisori, ma il mondo in Lgbt chiede solo la regolarizzazione di un sentimento su basi paritarie al matrimonio, non, un matrimonio; che poi lo festeggino come si usa nei matrimoni, e che questo lo faccia diventare matrimonio, vuol dire, prendere lucciole per lanterne, o come dice il Guzzanti, venir giù “dal Monte del Sapone”.
Bonotto – si fanno passare tante cose, nella vita, come progressiste, ma spesso esse sono in netto contrasto con la natura interiore degli esseri umani, e questo determina conflittualità personale e collettiva.
Io – Il che vuol dire: fermi tutti altrimenti andiamo a fondo?!
La paura di andare a fondo è sempre stata dei profeti di sventure, e da quelli usata per far mantenere, nel fondo, pur dando idee di salvazione! “In netto contrasto da conflittualità personale collettiva”, lo sono (profeti di sventura) dove è maggioritaria l’influenza religiosa sulle coscienza del cittadino. No, invece, dove, pur nella conservata spiritualità, vi è decondizionata conoscenza.
Comunque sia, ad ognuno il suo pane, signor Bonotto, ma sollevi le mani da un mondo che non le ha mai chiesto di usare la farina in Lgbt per impastarlo.
Dove, per convinzioni personali non si è a favore, ma neanche umanamente contrari, a mio vedere, i mentalmente sereni si astengono, o fanno come ho fatto io per la questione dell’aborto: si o no?
Pur intimamente dissenziente, ho votato a favore. L’ho fatto, perché dove vi è dolore, non si aggiunge dolore a dolore. La mia azione umanitaria non corrisponde alla sua, signor Bonotto? Pazienza! In ultima, ognuno pagherà i suoi conti, e gioirà dei suoi guadagni. Per quanto riguarda me, anch’io pagherò i miei conti, ma saprò anche, che non avrò tolto nulla a nessuno!

rosaquattro

Le piantagioni del potere

Sino a che non ci decideremo a potare quando non ad estirpare le piantagioni del potere, * rifiutandoci di concedere loro ogni delega a priori, non solo non ci potremo dire solamente vittime, ma renderemo vittima anche il futuro di chi non è in grado di scegliere il suo presente.
* Principato e Religione, citando l’ordinario di Pedagogia di Verona, padre Aldo Bergamaschi.

rosaquattro

Quanta acqua non è passata sotto il Piave

da quando sono uscito, vestito da chierichetto da questa chiesa!

vellai

Mi chiamavano sempre quando c’erano le messe in terza o in più come allora si diceva delle solenni. Non che convincessi tanto come chierichetto, però, vestito così gli facevo fare una bella figura quando veniva il Vescovo! Deve essere così perché nelle messe ordinarie non mi hanno mai chiamato!
Il collegio – orfanotrofio era dell’opera Don Guanella che ora è scuola di agricoltura. Molto probabilmente, l’hanno convertito a nuova funzione perché hanno cominciato a scarseggiare le braccia per messali, ma non diminuire quelle per i campi!

rosaquattro