“Per il resto Hasna era una normale ragazza terrorista.”

Sento un qualcosa di profondamente ingiusto/inclemente in questa tua opinione, Saverio. Da quello che si intuisce (anche) dell’identità del terrorista, (o che “intuisce” la mia sensibilità) è che queste figure (coinvolte in fatti certamente più grandi di loro) lo diventano anche perché “terrorizzati” dalla vita che li aspetta: repressiva sino alla negazione a livello religioso, e repressiva (come tutti, chi più e chi meno) perché “pesci” senza il loro “barile”, o come è ben detto nel titolo del film francese di Agnès Varda del 1985, “Senza tetto e senza legge”. Mi dirai: ma il tetto francese c’è l’avevano e la legge islamica anche. Nessuno gliela toglieva. Vero, ma era il tetto e la legge che avrebbero voluto e che nel caso del comportamento giovanile di questa ragazza aveva dimostrato di volere prima di rinunciare a sé stessa? Il barile sociale francese, gli ha dato il tempo e i modi necessari per trovare un barile più corrispondente? Mi obietterai, ma tutti abbiamo sofferto della mancanza di un più corrispondente barile. Vero, ma ci sono pesci più eguali di altri, e pesci che se non trovano il loro barile, escono dall’acqua: costi quello che costi. A queste identità, robottini a disposizione, o solamente perse che siano, auguro che gli sia leggera la terra, visto che non lo è stato questo cielo!

rosaquattro

Saremo tutti islamici?

Si, secondo le statistiche citate in www.wired.it, nell’articolo Religioni, ecco perché l’Islam sarà la religione più seguita del mondo.
Alla statistica risulta che se tu mangi due polli e io neanche uno, ne abbiamo mangiato uno a testa. Giusto per dire che sono da prendere con le molle. Mi è venuto il ricordo vedendo le citate nel testo. Si, data la maggior natività nel mondo mussulmano, dimosta coerente l’aumento dei credenti. La statistica, però, non dice, non sa e non può dire se l’Islam che sarà, sarà quello di oggi. Ne dubito non poco. Già adesso sta cambiando. Lo costringerà a mutarsi, se vuol sopravvivere, la violenza terroristica che sta attuando la parte fanatica. Non dimentichiamo che “ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria” e che per i suoi scopi, la vita usa infinite vie. La statistica ne conosce e ne prova solo alcune.

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Parti islamici

In effetti, l’Islam moderato non esiste. Al più esiste l’islamico che lo vive moderatamente. Per come la vedo io, quella moderazione è come un ventre: quello della vita. Per generare la sua vita, cosa manca a quel ventre moderato? Manca l’elemento fecondante. Può ancora essere il Corano? Lo potrebbe, in una versione moderata. Se c’è, non mi risulta.  La parola del Profeta è intoccabile? Se lo fosse, non ci sarebbero altre versioni, e/o interpretazioni dell’originale. Esiste l’originale? Non mi risulta, tuttavia, esiste pur sempre l’origine: dedicati a Dio. Preso atto e mantenuta l’origine, cosa impedisce la versione moderata? Fra infiniti motivi, la paura. Anche la religione cattolica ha avuto questa paura, e ha fatto di tutto e di più, per distruggere quanto e chi gliela procurava. Non c’è riuscita, anzi, ha alimentato, con il sangue che ha versato, la vita di chi la contestava. Viste così le cose, quando verrà alla vita, la neo nascita dell’Islam testualmente dichiarato moderato?  Direi, quando non avrà paura del sangue che la vita versa ad ogni parto. Chi la può aiutare? Direi, i soggetti che hanno superato gli stessi parti.
A ulteriore riflessione. Si, i soggetti citati potrebbero aiutare il parto dell’Islam moderato ma, tutto considerato, è meglio che faccia da solo!

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Nel paradiso di Allah si entra per amore dei ma non gratis.

Sia pure per altra via, cultura, e un alterno intendere i simboli e i significati, credo nell’esistenza della vita spiritica e spirituale che L’Islam chiama houri. Al proposito, il Profeta sostiene che una volta raggiunto il Paradiso, ai martiri mussulmani spettano settantadue vergini. Non entro nel merito dell’affermazione del Profeta se non per dire che il rapporto di vita fra spirito e spirito avviene per corrispondenza di forza. In ragione della corrispondenza di forza, la corrispondenza di vita è fra spiriti affini. Per quella necessaria affinità, al mussulmano di valore cinque (ad esempio) corrisponderanno houri di paritario valore. Questo, sia in crescendo che in calando. Del Profeta ho letto le sue guerre (con tutto quello che comporta nel recare dolore) ma ho letto anche della sua generosa capacità di amare anche sessualmente. Sono propenso a credere, pertanto, che sia stato il suo cuore ad affermarlo più che le sue conoscenze, quando ha detto per tutti, quello che uno stato di beatitudine sensuale (e di desiderata dominanza non solo sessuale) aveva detto, e dato, a lui. In ipotesi, vuoi come emozione della sua mente, vuoi come emozione che si attua quando vi è congiungimento di forza (sensuale + sessuale) fra spirito umano e spirito ulteriore. Per chi ha facoltà medianiche (le suppongo anche nel Profeta) il congiungimento fra i due stati di spirito è possibile ma, c’è un enorme ma! E’ comune esperienza: il male (come l’errore) sa recitare il bene, molto bene tanto quanto è male o errore. Si può dire, pertanto, che il male (come l’errore) può essere maggiore dove maggiore la rivelazione. Nessun genere di ricongiungimento con gli spiriti, quindi, è di attendibile motivazione e/o fonte. Lo è solo quello con lo spirito del Principio. Sentiamo il ricongiungimento con lo Spirito al principio, tanto quanto la vita particolare sente la vita universale. Ciò che è lodevole per l’umanità del Profeta, (l’aver detto possibile a tutti una rivelazione privata) si scontra, però, con la razionalità della vita: vuoi umana, vuoi spiritica, vuoi spirituale. La vita è un viaggio in continuo divenire (o no, secondo scelta di  stasi e/o di allontanamento) verso il comune principio che l’Islam chiama Allah. Chi aiuterà il credente in quel viaggio verso la Vita? Il viaggio islamico è già aiutato dal Profeta. Maometto ebbe a dire, infatti: chi conosce il proprio sé, conosce il proprio signore. Mezzo di conoscenza e della conseguente elevazione spirituale, allora, non può essere che il soggettivo discernimento. Nel confronto di spirito fra il credente e quello della Vita, il discernimento su di sé e sulla vita nel Tutto, farà capire al credente quale condizione di purezza ha raggiunto, e, di conseguenza, che vita spirituale si porrà a sua disposizione per servirlo, ma, anche per essere servita però, perché, vita, è corrispondenza di stati in tutti e fra tutti i suoi stati. La vita non ammette la mancanza di reciprocità perché non ammette il vuoto: è vuoto nella vita, ogni stato di non-vita. Vi è non-vita, tanto quanto vi è errore e/o dolore contro la vita, sia nella persona che nel tutto. Per ultimo ma non per ultimo: in nessuna visione umana o profetica di paradiso si entra gratis. Il Principio non ha e non fa preferenze, ma come ebbe a dire un Altro profeta: ognuno da quello che può, e come ebbe a dire il Profeta, è Clemente e Misericordioso. Lo può essere, perché il Suo spirito è mediatore. Secondo altro nome, Paracleto. Siccome l’ho già tirata troppo lunga, rimando al mio sito gli interessati a capire un mistero che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi.
ps. Non sono in grado di appurare se l’affermazione citata è veramente del Profeta. L’accetto come tale perché la sento vera. Ho sostenuto il discorso su questa fiducia.

E’ possibile la scissione dell’atomo islamico?

A mio sapere e capire, no. Lodevole il tentativo occidentale di provarci, perché così scinde la responsabilità dell’Islam civile e religioso dalla responsabilità dell’Islam fanatico, ma è una recita che facciamo a nostro uso e consumo. E’ una recita che permette all’islamico che vive negli stati prevalentemente democratici, di vivere la sua fede “moderatamente” e sé stesso come tutti, ma è pur sempre una recita, soggetta a una resa dei conti (da parte di mussulmani contro mussulmani) anche violenta. Come ci sono “martiri” mussulmani a favore della fede integralista, ci saranno anche martiri mussulmani a favore di quella moderata? Non lo so. Quello che so, è che ogni libertà vuole il suo sangue.

rosaquattro

La banalità di essere Libero nella verità.

Libero dice: troppi mussulmani festeggiano le stragi di Parigi.

Durante il fascismo, gli italiani non fascisti erano liberi di non festeggiarlo? No. Non lo erano ma dovevano sembrarlo.  La stessa cosa succede fra i mussulmani. Come noi dovevamo appartenere visivamente alla stessa fede o allo stesso modo di intenderla, così loro. Come noi dovevamo appartenere visivamente alla stessa politica, così, loro. Come noi non potevamo essere di libero pensiero, pena l’ostracismo sociale, così loro. Come noi potevamo essere chiaramente antifascisti solo in esilio o in qualche deserta isoletta, così loro. Come noi potevamo essere chiaramente atei o variamente disinteressati alla religione d’imperio, così loro. Non esisterebbe nessuna forma di potere se non obbligasse a portare la stessa maschera.

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Domande da cento milioni.

Visto che lo Stato ha cercato di fermare la droga fermando i tossicodipendenti, perché non ferma chi fa le armi visto che non può fermare chi le vende? Perché, avendo fallito con la droga, potrebbe fallire anche con le armi, o perché comunque ci guadagna, e direttamente o indirettamente, ci guadagniamo anche noi? Ipotesi fosse, gridare basta alla guerra che senso ha? Quello di nascondere un senso di colpa? Quello di farci credere possibile la cura del frutto, mentre ci nasconde (e ci nascondiamo) l’attuale impossibilità di cura verso l’albero?

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L’attentato di Parigi è di natura religiosa afferma l’Adinolfi.

L’Adinolfi tira l’acqua al suo mulino, ovviamente. Tuttavia, un guaio c’è. Il Corano è sia guida religiosa che guida sociopolitica. L’islamico, quindi, non può non essere che uno e l’altro. Si può dire, allora, che l’Adinolfi ha torto o ragione, secondo il punto di vista che considera. Il fatto che non vi sia un Islam protestante (al più un Islam che protesta e/o non aderisce, ma che numericamente non conta, socialmente parlando) favorisce i proclami adinolfiani et similia. La tendenza a pretendere che anche il cattolico agisca da credente nella visione politica è la stessa di quella islamica. Solo che nell’Islam è ancora fondante mentre nel cattolicesimo non lo è più. A controbilanciare quella pretesa, (ed è il caso di dire per fortuna) vi è il pensiero agnostico, quello del “credente maturo”, e quello ateo. All’Islam, questo manca. Sotto l’aspetto socio politico, ciò rende l’islamico, cosiddetto moderato, un essere né carne e né pesce fuori loco, mentre in loco non può non essere o carne o pesce, perché secondo le regole di ogni genere di potere, o sei con me, o sei contro di me. In mezzo, solo carne da macello.

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Eppure la vita ci parla!

Può essere come dici, ma, potrebbe anche non essere così. Potrebbe essere, anche, che non sai ascoltare, quando la vita ti “parla”! Non ricordo se ti sei detta una credente, ma, giusto per amor di tesi, ti reputerò tale. Come credente, sai che la vita, ha due piani di vita. Nel piano superiore, è collocata (o meglio, abbiamo collocato) l’Entità creante. Se ammettiamo che quest’Entità creante sia vita, necessariamente ha “parola”. La parola, è l’emozione della vita che dice sé stessa. Siccome è il Principio che ha originato il suo principio, quale parola può dire quest’Entità? Direi che può dire se stessa. Quindi, essendo vita, la sua parola è: vita! E la vita è! [Detta e finita, questa è la Genesi “per Damasco”] In quanto Prima vita, è un principio assoluto. Chi è principio assoluto, non può dire nulla, di non assoluto. Pertanto, vita, è l’unica Parola di quel Principio! E adesso, scendiamo su questo piano di vita! Anche qui, tu dici, la vita è quello che sopra affermi! Potrebbe essere, ma, a mio avviso, così non è. Su questo piano di vita, molte le emozioni, e di conseguenza, molte le parole. Fra tante parole, quali, quelle del nostro principio di vita? Fondamentalmente, sono tre: depressione, esaltazione, pace! Depressione, quando, per eccesso o difetto di informazioni, sbagliamo contro il Corpo. Esaltazione, quando, per eccesso di informazioni, sbagliamo contro la Mente. Pace, quando vi è corrispondente incontro, fra le emozioni del Corpo e quelle della Mente. Vita, è stato di infiniti stati, della relazione di corrispondenza fra Corpo, Mente e Spirito. Lo Spirito, è la forza della vita, che si origina, giusta, in ragione del Bene nel Corpo, e del Vero nella Mente. In ragione dell’infinita dinamicità dei rapporti emozionali nel mondo personale, che si pone in relazione con le infinite dinamicità del mondo esteriore, direi che le parole che ci dice la vita sono infinite, altro, che la “muta” che dici! Mi piace, l’idea di vederti come una badante che assiste la vita, ormai vecchierella. Mi fa tenerezza! Ma, per i modi sopra esposti, mi risulta che sia la vita, ad assistere te, non, il contrario! Siccome ha non poco e non pochi da assistere, delega il compito ad un’altra badante: il discernimento! Non dirmi che non l’hai mai ascoltato, vero?! E, se l’hai ascoltato, come fai a dire che la vita è muta? Infine, solo gli animali, dici, sono solamente vivi. Se ne accompagni uno al macello potrebbe venirti l’idea, che sappiano di esserlo. Quindi, forse, neanche loro, sono solamente vivi.
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