L’attentato di Parigi è di natura religiosa afferma l’Adinolfi.

L’Adinolfi tira l’acqua al suo mulino, ovviamente. Tuttavia, un guaio c’è. Il Corano è sia guida religiosa che guida sociopolitica. L’islamico, quindi, non può non essere che uno e l’altro. Si può dire, allora, che l’Adinolfi ha torto o ragione, secondo il punto di vista che considera. Il fatto che non vi sia un Islam protestante (al più un Islam che protesta e/o non aderisce, ma che numericamente non conta, socialmente parlando) favorisce i proclami adinolfiani et similia. La tendenza a pretendere che anche il cattolico agisca da credente nella visione politica è la stessa di quella islamica. Solo che nell’Islam è ancora fondante mentre nel cattolicesimo non lo è più. A controbilanciare quella pretesa, (ed è il caso di dire per fortuna) vi è il pensiero agnostico, quello del “credente maturo”, e quello ateo. All’Islam, questo manca. Sotto l’aspetto socio politico, ciò rende l’islamico, cosiddetto moderato, un essere né carne e né pesce fuori loco, mentre in loco non può non essere o carne o pesce, perché secondo le regole di ogni genere di potere, o sei con me, o sei contro di me. In mezzo, solo carne da macello.

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