Erosgrafia in Bellini

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Su l’Allegoria del Bellini posto alcuni pensieri. Tutto sono fuorché uno storico dell’arte, quindi, sono da prendere con le molle.

Comincio dal paesaggio

Simbolicamente parlando, del paesaggio di può dire che è l’ambito sia della Vita che crea, sia della vita che si crea. 

Le tre donne nella scena

Accanto alla Vergine, la donna inginocchiata (dato il gesto, remissiva, umile, sottomessa, ecc.) porta una corona. La corona simbolizza la sovranità. Mi chiedo: sovrana del suo stato di donna? Perché, nel paesaggio (o stato della vita) la Donna è sovrana? Ammesso che sia la Vergine la donna in trono, la scena può rappresentare un passaggio di consegne fra una Regina incoronata dalla Vita e/o dalla Storia, e la Donna che ha bisogno di regale corona per dimostrarlo alla vita e alla storia?

La Vergine e la donna inginocchiata ricordano come viene generalmente rappresentata l’Annunciazione. Può essere che l’autore abbia inteso rappresentare lo stesso caso ma con la Vergine al posto dell’angelo? Quale l’ipotetico dialogo? In te nascerà la vita?

La donna che guarda i bambini mentre sta appoggiata alla balaustra cosa rappresenta? Ammessa la mariana annunciazione,  direi che rappresenta il reale  che si origina dai principi regali, quindi, rappresenta la Madre.

L’albero e le mele ricordano due storie: quella del Bene e del Male, e la Tentazione. Qui, però, non c’è Eva, ci sono dei bambini nudi: uno scuote l’albero, mentre gli altri raccolgono le mele. I bambini sono vita che si principia, quindi, portatori di principi al principio. Se al principio dei loro principi vi è l’Albero del Bene e del Male, le mele che scuotono possono rappresentare il desiderio di far scendere al loro naturale livello, il “cibo” culturale appeso agli infiniti rami della conoscenza? Il tentativo, può dirsi l’anelito di vita che sentiamo già dal principio come l’intrinseca e necessaria tentazione di sapere?

Alla destra dei bambini, due figure: una giovane e l’altra vecchia.  Potrebbero simbolizzare due età della vita, come due età della stessa vita. La più giovane ha le mani dietro la schiena. Le mani dietro la schiena, in genere simbolizzano (comunque avvenuta e/o motivata) un’immobilizzazione.  Ammessa l’ipotesi, cosa l’ha arrestata? Limiti umani? Accadimenti avversi? Una limitata capacità di raccolta delle mele e di conseguenza una limitata capacità di nutrimento? E’ anche la posizione, però, di chi intende lasciar fare. Vuoi perché lo trova giusto, o perché non può diversamente? Se il giovane vede sé nei fanciulli, sono possibili ambo le ipotesi: di fatto, non si può modificare il già fatto.

Le mani del vecchio sembrano rappresentare il gesto di chi raccomanda ai bambini (e per implicito, a ciò che simbolizzano) di fare piano e/o di stare calmi. Perché? Perché tutto è già stato dipinto? Ipotesi sia, l’Allegoria del Bellini, allora, dice il nostro fato; fato, che pur nello sfondo della scena principale, non per ultimo ci dice che sopra ogni nascita, in fine, ci sarà una croce. Nulla, nell’Allegoria, fa pensare ad una Resurrezione.

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