La “norma”, è quello che i tossici dicono della droga: una madre puttana.

Sul concetto di “norma” e su chi lo è o no, ho constatato parecchia confusione, emotiva perché portatrice di sensi di colpa. Sento il bisogno, allora, di dire la mia.

Si possono dire normali gli aderenti a regole fisse e fissate da una società o una religione. La definizione, però, riguarda la nostra identità sociale: è normale, cioè, il Cittadino che segue le regole imposte dalla convivenza sociale. Sotto questo aspetto, la realtà sessuale dell’individuo non centra proprio nulla!

Per la Religione, invece, sono normali i credenti che seguono le regole del dato credo.

Visti da vicino ambedue i poteri, nessuno è normale, o precisando, lo sono solo sulla carta dove scrivono i loro intenti, e dove, a loro volta, da non perfetti, si incasellano necessariamente fra i non normali. Della normalità, quindi, si può dire che è solo la definizione di un principio di irrealtà.

Nessuna regola può incasellare la soggettiva umanità, a meno che, così facendo, non vogliano (il Principato e la Religione) incasellare la corrispondente vita; a meno che, così facendo, non intendano robottizzare anche quella, i due figuri.

Guaio è, che il Principato e la Religione robottizzano la nostra umanità, perché solo così possono reggere la loro mano morta sul Cittadino; guaio è, che la maggioranza della ggente ha bisogno di umanità comune e in comune. Gli spaventati da sé stessi, infatti, proprio non sono capaci (e/o proprio sono stati resi incapaci) di fare la propria; guaio è, che nè la Società e nè la Religione sono interessati a liberare l’essere da galere che tali non paiono solo perché mimetizzate da ostelli senza orario di rientro! Eccome, se c’è il rietro!

Si meraviglia la società, e si scandalizza la chiesa perchè con i Pride, c’è gente (e ggente) che per almeno un giorno se ne sbatte le palle degli orari di quei due i prefabricati così tanto “normali”! Proprio non capiscono il Principato e la Religione, come mai ci sono dei liberi, (come degli asserviti ma in via di liberazione) che tutto sono fuorché degli usignoli, accecati per cantare meglio. I normali non solo ci vedono benissimo, ma cantano pure quando e come vogliono!

Amarezza ultima, tutti i generi di potere possono essere, ma non capire, se non al costo di perdere l’essere; e questo, è il guaio più pesante della serie, ed è quello che ci inchioda sulla nostra croce: ma ad ogni giorno il suo affanno!

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