La pienezza sessuale è una poesia felice.

Chi vive una libertà sessuale felice, alla poesia non ci pensa proprio per niente! I coatti da altro e/o da sé, scrivono sull’amore, come chi si ritrova a possedere, anche una qualche bella confezione di cioccolatini, regolarmente mangiati da altri. Quello che fa scrivere i poeti coatti, è una fame di libertà sessuale (trasgressiva o no secondo il dato soggetto) mai soddisfatta. Con altra immagine, (e mi auguro di non dare una voluta idea di una pateticità) i coatti in oggetto (omo o etero che sia) stanno alla pienezza, come la Fiammiferaia ai suoi fiammiferi. Si. Può essere anche questo un volto della felicità. La felicità di chi ha così disegnato bene la sua infelicità, da ricavarne della felicità Anch’io, parecchi anni fa sono passato accanto al Busi. Lungo l’Adige (dove si batteva) stavo leggendo un libro di Fromm. Non ricordo quale. Lui ne vide il titolo, e mi disse: la situazione è irreversibile! E poi se n’è andato per i cavoli suoi. Molto di più ho conosciuto il vero “Venditore di collant”?! Dopo anni di casa per casa, finalmente ha trovato un lavoro più adatto alla sua personalità. E’ infermiere presso un ospedale psichiatrico. Quasi alla pensione, ormai! La Televisione è costretta a buttar via perché nessuno è inesauribile. E tutto può permettersi la Tv, fuorché esaurirsi. Quando poi gli permettiamo di esaurire noi, bèh!, chi è causa del suo mal, pianga sé stesso! Io non ho televisore! Non sarei così severo con le “boiate” del Busi. Il Busi, è così avvinghiato a sé stesso (a me pare) da imprigionarsi e quindi terminarsi:  per incauta prigionia, o per identificante scelta?

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