Maschere

E necessario essere personali o per meglio chiarirsi: individualisti?”

Mah! Anche ammesso che la persona sia una maschera, sono talmente infinite le maschere, da essere tutte “personali”. Intendi individuali e singolari in ragione della personale recita e del personale teatro. Si può anche dire, pertanto, che se la persona è maschera, la maschera è persona. Certamente è schermata. E’ schermata dai suoi “abiti”. E’ schermata quando è falsa. E’ schermata quando non può essere vera. E’ schermata quando non è cosciente del suo schermo, e quando cosciente viene schermata da chi non vuol (e/o non può e/o non sa) vedere la maschera sulla persona, e/o la persona senza maschera. Si, di vero c’è la voce. Ma, quanti, hanno orecchio libero, e quanti schermato? Personali significa fare di necessità virtù? Non direi. E’, invece, come dici subito dopo: “scegliere di esserlo, volerlo essere, farne una vocazione e viverla” (ho tolto “anche”. Avrebbe intristito il senso della vocazione ad essere.) ma subito dopo aggiungi: “In questo senso, profeti di una bellezza originale”. A me stesso dico, (più che a te, perché sono io che ho inserito le tue immagini nel tessuto delle mie riflessioni) che qui ci sono dei salti non necessari: verso la profezia, cioè una dimensione religiosa; e verso l’originalità, che non è il frutto maledetto e necesssario (secondo me) della singolarità. Si, ci sono dei salti. Quelli che tendiamo a fare quando ci possiede l’ansia di giungere alla meta del discorso. La profezia che dice la Bellezza, non necessariamente è fortificata da un aspetto religioso. Tanto più, che i Profeti non sanno di esserlo, come ebbe a dire un Nonmiricordopiù quale eminenza. A mio avviso, invece, è fortificata da un anelito di verità. Quale? Non è facile vedere sotto le maschere degli artefici minori, figurati dei maggiori! Per il pinzimonio.