Il viaggio “per Damasco” riassunto


“Non smettere di cercare la verità che ami, o finirai per amare la verità che trovi.”


.manoNon sono mai stato così perso da non rendermi conto che la mia capacità di parola è inferiore alla necessità di dire quello che immagino, senza risultare pesante e/o ripetitivo in eccesso. Per anni mi sono chiesto come eliminare questa possibilità. Mi sa che non ci sono riuscito. Così, ancora una volta devo tornare da capo: al Principio di ogni principio.

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La Teologia lo dice così:
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Dio il Padre
occhiodidio

Cristo  il Figlio                                                                           Santo lo Spirito

afronteindici

manoPrima di cominciare a scrivere concordavo con l’interpretazione: non ora. Ora, di allora, conservo immutata la prima figura della Trinità. Della seconda e della terza, dico a seguire. Comunque stiano le cose (verificabili solamente secondo fede) per dire la mia trinitario unitaria versione della vita ho usato la stessa geometria.

alineabPer raggiungere quanto penso ho dovuto sciogliere l’aggrovigliata matassa che abbiamo

fatta diventare la vita; sciolta, ho ritrovato i suoi capi:

Natura
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 (corpo della vita comunque formato)

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Cultura: pensiero della vita                                              Spirito: forza della vita

comunque concepito                                                            comunque agita.

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manoRitrovati i capi originali e originanti di questo piano della vita, è possibile immaginare la trinitario unitaria figura del Principio della vita, senza ricorrere a dissidianti quando non inverosimili teologie? Si, mi sono detto, purché, del Principio ci si limiti ad immaginarne i soli principi:

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La Natura del Principio

è quello che al principio é
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la Cultura del Principio                                                          lo Spirito del Principio

è vita della trinità per l’unità                                                     è la sostanza e/o potenza

che ha originato ogni principio.
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manoNessuno dei tre stati può essere indicato come primo, come nessuno dei tre stati è il Principio. Principio, è l’inscindibile e assoluta unità fra i tre stati. Lo dico Principio, la vita al principio, perché non amo nominare invano e/o in modo vano. Se questa è l’immagine del Principio, mi sono detto, la seguente non può non essere che l’immagine a sua somiglianza:

alineabNatura

corpo della vita comunque formato

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    Cultura:                                                                                     Spirito:

vita della trinità per l’unità.                                             forza della vita comunque agita.

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manoLa differenza fra l’Immagine e Somiglianza non consiste in un diverso numero di stati, bensì, nello stato del rispettivo stato: primo, sovrano e assoluto quello del Principio. Relativo a questo stato della vita il nostro principio.Per vita, del Principio intendo l’indefinibile, indescrivibile, e incomprensibile sostanza e/o potenza che, pur precedendo ogni sostanza e/o potenza, non precede quella del Principio. Nulla può precedere il Principio della vita. C’è chi pensa che al principio della vita ci sia il Nulla. Libero ognuno di pensarla come crede, tuttavia l’affermazione non sta in piedi.  Ammesso il Nulla come principio della vita, e ammesso che sia assoluto perché primo, ne consegue che il Nulla non non può emanare che il suo assoluto,  cioè, il Nulla. Non può fare altro, neanche come ipotizzabile possibilità. Nulla non può originare quello che nulla non è. Quale sostanza origina il nostro principio? Direi la stessa sostanza del Principio: la vita. Per vita, intendo la potenza (o Spirito) che anima ciò che ha messo in vita, permettendo, così, che si animi di quella che è stata animata.  Con il dire dei primi scritti: Spirito è ciò che anima. Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l’anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita, animata dalla forza dello Spirito. La forza dello Spirito è vita della Natura. La vita dello Spirito è forza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura. Lo Spirito essendo forza è condizione di vita, ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

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manoLo Spirito del Principio non è tanto né poco: lo Spirito è vita, e il suo spirito (la sua potenza) vitalità. La vita non è stata originata dal nostro principio, pertanto, non possiamo dircene proprietari. Proprietari, invece, lo siamo della nostra, in ragione di quanto viviamo

alineabsecondo Natura

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sappiamo secondo Cultura                                               sentiamo secondo Spirito.

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manoOgni ingerenza di vita su vita, devia la ricerca di Somiglianza con il Principio verso altre somiglianti forme del nostro principio. Dal momento che della vita e dei suoi principi, a loro volta sono alunne (ciò sul piano umano come su l’ulteriore) non è possibile sapere a priori, se sono maestri di Verità quelli che si dicono tali o tali vengono detti. Dall’impossibilità a capire, come se ne viene a capo credendo a un solo principio: quello della vita sino dal Principio. Cosa ci rende vero questo credere? Lo rende vero l’assenza del dissidio, comunque attuato e/o comunque si manifesti, e/o comunque subito. Il dissidio nasce da una impropria corrispondenza fra gli stati della vita.

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Ad esempio:
5 per la Natura.
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4 per la Cultura                                                                      8 per lo Spirito
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manoDi questa immaginata identità possiamo dire che è sufficiente nel corpo, meno nella conoscenza, e di più nella vitalità della forza. Per recuperare l’unità, lo spirito di quell’identità, deve mediare fra i suoi stati sino a porli nel paritario valore di Uno. Tanto quanto vi è riuscita mediazione fra gli stati, e tanto quanto lo Spirito è Paracleto.

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Nello stato assoluto della vita, lo Spirito è assoluto Paracleto già al principio
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e nello stesso Principio.
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ilprincipio
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manoIl Principio è genesi del numero di ogni vita e genesi della vita di ogni numero.

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manoOvviamente, non sono in grado di immaginare la materia usata all’inizio per originare il tutto che ha originato tutto. Nella Genesi, si parla di terra, e del “nato dalla terra”. Ripeto, allora, quanto ho domandato: può un principio assoluto generare ciò che non è assoluto? Se no, ripeto le stesse conclusioni: un Principio assoluto può generare solamente la potenza che è, e se è il principio della vita, può emanare solo i principi della sua, quindi, la vita come attuante principio, non, vita, intesa come l’azione di attuati viventi Nella Genesi e alla genesi, quindi, nessun Adamo e nessuna Eva: solo la vita del Principio che ha posto vita in quanto ha principiato per emanazione di sé. Chi sia stato il primo nato dalla terra (o da inverosimile costola) è problema che interessa i poteri politici e/o religiosi, non, la ricerca di verità anche secondo ragione. La verità anche secondo ragione sa verificare i vani discorsi. Sto pensando che lo stesore della Genesi abbia detto materia la vita emanata dalla Vita, forse perché pensava di non essere capito e/o rifiutato se avesse detto e definito con esempi non sovrani. I pastori più avanti del gregge, infatti, sono persi di vista dalle pecore. Per analoghi motivi, anche estromessi dal gregge. Succedeva ieri come succede anche oggi, al vivo che nel gregge non si vive per quello che il Principato e la Religione impongono che sia, si sappia, si senta. Vero è, che anche dei visionari possono giungere a essere creduti, e così diventare messaggeri dei principi della vita. Succede, però, tanto quanto vengono confermati da fattori terreni (storici propri e/o del loro ambito, e cultura, e/o perché portatori di facoltà che non riconosciamo come umane. Senza quei casi parlano nel deserto. C’è chi è uscito da quel deserto imponendosi anche con la forza della violenza, e chi ne è uscito subendo la forza della violenza. Non possiamo sapere se una è migliore e/o più eletta dell’altra. E’ detto invece solo da ciò che crediamo secondo fede. La fede è vita della speranza oltre ragione. La ragione è la speranza della fede nella vita. Alla vita sono ambedue necessarie, ma la fede non deve prevaricare la ragione, come la ragione non deve prevaricare la fede. “Dove non si può dire è meglio tacere”. Non conosco affermazione più vera! La vita all’origine non è maschile e neanche femminile: la vita, è vita. Maschile o Femminile lo diventa, in ragione dello stato della corrispondenza fra tutti e in tutti i suoi stati. Se prevalentemente determinante, è prevalentemente maschile; se prevalentemente accogliente è prevalentemente femminile. Siccome, vita, è stato di infiniti stati di vita, lo stato prevalentemente determinante, non può non diventare anche culturalmente e spiritualmente accogliente: così nell’opposto caso. Il carattere della prevalenza fra i due stati, forma e conforma la soggettiva sessualità. Le infinite corrispondenze fra gli stati della vita, formano infinite pulsioni sessuali, tutte innestate nelle figure che ci sono state e ci sono biologicamente simili. In ragione di infinite corrispondenze fra gli impulsi di vita, questa origina  infinite mascolinità o femminilità: vuoi nella Natura, vuoi nella Cultura, vuoi nello Spirito, vuoi nell’insieme delle cose. Dalle infinite pulsioni, la prevalente forma e conforma l’identità sessuale. Vi sono figure sessuali socialmente riconosciute, e figure non ancora totalmente riconosciute dai Principati e dalle Religioni. Ciò che il loro potere non riconosce, però, è riconosciuto dalla vita perché paritariamente portatrici del carisma dello Spirito: la vita.

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I principi della vita sino dal principio sono:

il Bene per la Natura

1atriangoloil Vero per la Cultura                                                                      il Giusto per lo Spirito
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Al principio e del Principio, somma corrispondenza di stati.
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I principi del nostro principio sono:

il Bene per la Natura

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il Vero per la Cultura                                    il Giusto per lo Spirito
in ragione della corrispondenza di vita fra tutti e in tutti i suoi stati.
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mano

Ogni vita, indipendentemente dalla sua strada, è normale all’esistenza della vita, tanto quanto corrisponde alla norma mostrata dai principi del Principio. Poiché vita è corrispondenza di stati, e poiché nessuno è in grado di giudicare quanto è riuscita o meno una corrispondenza fra i detti principi, ne deriva che ogni giudizio è intrinsecamente erroneo. Ciò significa che il Principato e la Religione non devono normare per non errare? No, ciò significa che il Principato e la Religione devono normare il Fare del Cittadino, non, l’Essere. L’essere, in ragione delle norme sul Fare, deve essere messo nelle condizioni di normalizzarsi da sé, per confronto fra i suoi principi e quelli sociali e religiosi. Il confronto fra i suoi principi con quelli del Principio,  è materia di fede e di insindacabile giudizio. Se di norma prefissata dalla Norma della vita, ciò significa che siamo predestinati? Solo dal Bene secondo Spirito. Nella via del Vero, no. Solo del Principio si può dire che è predestinato. In quanto vita in assoluto, infatti, non poteva non predeterminarsi in assoluto, e un Assoluto non può cambiare stato e/o condizione. Se al principio fu creata la vita, e se un Assoluto non può dare che il suo Assoluto, il tutto in cui stiamo e nel tutto che siamo è una creazione continua? A mio vedere, no. Un Principio assoluto, non può ripetere il suo assoluto. Lo può, però, emanare continuamente, e se è potenza assoluta quella che emana, e se è la sua vita che ha emanato come potenza, quella potenza continua a emanare vita. Si può dire, allora, che dall’iniziale Creazione sia seguita l’Evoluzione. Un  Principio assoluto non può generare nulla che sia altro da sé. Siccome il suo assoluto Sé è la vita, può essergli figlio solo quanto ha direttamente generato: la vita. E’ certamente vero: tanto quanto siamo fratelli di quel figlio (la vita) perché ne adottiamo i principi, e tanto quanto siamo somiglianti al Principio della vita: Padre, secondo l’eletta visione del Cristo evangelico, e Nome in cui abbandonare la propria volontà di vita secondo l’eletta visione di Maometto. E’ certamente vero: tanto quanto siamo coscienti dell’esistenza del Padre (il Principio) perché siamo coscienti dell’esistenza del Figlio (la vita) e tanto quanto siamo eletti figli della vita del Padre, indipendentemente, dalla Cultura usata per nominare il Principio.

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manoErroneamente intendendo le basi del rapporto fra Immagine e Somiglianza, ci siamo raffigurati il Principio, a nostra immagine. Con ciò, abbiamo dato al Principio, facoltà di parola e di coscienza. Pertanto,

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IL PRINCIPIO
occhiodidio
E’ VERBO                                         e                                        PAROLA
(Io sono)                                                                                        (Vita)  

In quanto Assoluto il Principio è inscindibile unità. Ne consegue, allora,

che il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

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In quanto prima vita la Parola del Principio è stata anche la prima voce. Per prima voce intendendo, l’emozione della potenza che ha definito sé stessa.

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laparola2
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Ipotesi sia, la vita è Figlio e Profeta. Messaggeri di vita ogni altro portatore di nuova parola. Poiché la vita è stato di infiniti stati di vita, così la parola, così chi la porta. Il compito profetico non esclude nessuno. Così nessuno può sapere quanto una parola sia necessaria più di altre: alla vita, tutto è necessario. Tutti siamo in medium fra Vita e vita, perché tutto è necessario per diventare vita secondo il Principio e i suoi principi. Se tutto è necessario al Bene, principio dela Natura, ne consegue escluso solo il Dolore. Il Dolore è male naturare e spirituale da errore culturale. A maggior Errore, maggior Dolore, maggior Male. Ne consegue che la vita esclude il Falso e l’Ingiusto. Se la vita è una costruzione di paritari principi, nessuno può dire che un “geometra” gli sia più necessario di un “manovale”.

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.manoAl più, può crederlo il geometra (per eccesso di valutazione di sé) o non crederlo il manovale(per eccesso di svalutazione di sé)

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se esaltano e/o deprimono il Corpo
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esaltano e/o deprimono la Mente                                      esaltano e/o deprimono lo Spirito

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manoEsaltazione e Depressione non permettono al trinitario stato della vita di diventare unitario. Lo può solo lo stato di pace detta dall’assenza del dissidio. Vi è pace, tanto quanto la vita cassa il dissidio fra i suoi stati. Alla cassazione del dissidio subentra il silenzio nella mente, e la quiete nel corpo e nello spirito. Poiché al principio non può esserci stato alcun dissidio nel Principio, e quindi, neanche l’errore, il silenzio è il luogo del principio della Verità in ogni verità. Il silenzio di Cristo alla domanda “cos’è la Verità?” mi è di confortante conferma.

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