Il destino della virgola: a Francesca M. dedicata

La virgola è come il caporale di giornata: insignificato urbi et orbi, pure, indispensabile pietra angolare di ogni dettato.

La virgola cadenza il passo all’emozione;

la contiene fra il detto e ciò che sta fra i detti;

senza darlo a vedere, occhiolina;

diversamente dalla parentesi, non se la tira quando vuol far sapere a chi legge, quello che non sempre sa chi scrive;

tipico delle quadre, non fa la parte del secondino;

non è interessata a far sapere che si veste a Parigi come le graffe;

è il bastone che regge il fiato allo scrivente che vuol saperne un piatto più della minestra;

non per ultimo, concede un velo di vanità al pensiero che abbracciano prostate.

Insomma! Pur riconoscendogli tutte le virtù, come anche il gaudioso difetto, perché adesso mi infastidisce l’eccessiva presenza che gli ho chiesto per anni?

Perché, pánta rheî?

nord

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