Caro Francesco: hai presente il mercurio?

Più tenti di fermarlo e più si divide! Vedo così anche l’impulso pedofilo che sta facendo beccheggiare la tua barca anche pericolosamente. Vedo anche che stai tentando di salvare capra e cavoli ma senza riuscirci quanto vorresti.

Diversamente da te, posso dire quello che voglio e fare quello che credo per un solo fondamentale motivo: ho le mani assolutamente vuote da ogni condizionante potere. In questa felice situazione posso dire quello che credo verità, perché urbi et orbi (lasciamelo dire) lo credo veramente, non perché è veramente così se trovo opportuno dirla o non dirla.

Da un bel po’ la tua chiesa è solo marginalmente mia. Pertanto, non dovrei impicciarmi delle sacre cose. Metti che lo faccio perché sono un romantico, e che questo basti per darti un consiglio non richiesto: vuoi togliere dalla tua chiesa gli abiti infetti? Semplice! Devi solo trovare l’eroico coraggio di non spogliarla dietro paraventi.

Unico paravento deve essere la sincerità che riporta il sacerdozio alla sua naturale umanità, restituendogli gli attributi che le verità della chiesa hanno trovato opportuno castrare.

Confida nelle pecore, Francesco: capiranno!

E’ ben vero che gli avete tagliato la gola per secoli, ma, anche se non lo diresti proprio, non del tutto, la capacità di discernere secondo equità; non del tutto il giudizio che le conduce per “verdissimi prati”; ad abbeverarsi solo “nelle placide acque”.

Si è vero: hanno pur sempre bisogno di nuovi pastori. Nuovi, spero, innanzi tutto perchè senza bastone!

Con i bastoni sulla schiena delle pecore, basta!

nord