Sui pianti delle madonnine di gesso. Lettera “al Direttore”

Nei casi delle “Madonnine piangenti” pare sia lecito credere al miracolo solo se gli accertamenti proveranno che quelle lacrime sono di sangue umano ma anche accertata la qualità umana di quel sangue, non per questo abbiamo accertato la qualità di vita dello stato che lo ha permesso.

Certamente, lo Spirito della vita è fonte di ogni meraviglia, ma, se quella meraviglia genera confusione quando non dissidi, quanto è suo quel miracolo?

A mio avviso, è suo per quanto concerne l’attuazione della vita che l’ha compiuto ma dubito molto che sia direttamente suo il miracolo. Lo dubito, perché confusione è errore nel vero. Ciò che è errore nel vero non può essere bene e ciò che non può essere bene perché errore nel vero non può essere giusto. Si possono definire miracoli, degli atti che innescano delle spirituali confusioni? Secondo me, no, al più, misteri.

E’ giusto riverire dei misteri (quando non esserne succubi) che possono essere di equivoca origine, dal momento che tutto ciò che proviene dal soprannaturale non è detto che provenga da Dio per quanto siano possibili alla Sua forza: lo Spirito?

Per quanto riconosca che come dal bene ne può venire del male, cose anche dal male ne può venire del bene, secondo me, no. Ad innescare le mie perplessità è stato il vedere (stando alle foto pubblicate) che il ” pianto ” di quelle statuine è persino giunto a deturpare il loro volto.

Più che l’idea di un pianto, quelle deturpazioni mi hanno suggerito l’idea di uno spregio. Mi sono detto: se quei pianti sono un segno, perché si deve manifestare al punto che l’oggetto della testimonianza (la statua  sia addirittura spregiata? Perché una volontà nel bene dovrebbe sentire il bisogno di giungere a tanto?

Il sangue fuoriesce dalle ferite. Dal momento che è fuoriuscito dagli occhi se ne deve concludere che ad essere feriti sono gli occhi. Naturalmente parlando, gli occhi sono la proprietà della vista: sono i suoi strumenti. La vista, culturalmente parlando, fa parte delle capacità che permettono il sapere. Al punto, il sangue è fuoriuscito dagli occhi perché feriti gli strumenti del vedere o quelli del sapere?

Se ferite ambedue le proprietà (sia il vedere che il sapere) la fuoriuscita del sangue dagli occhi (il sangue è simbolo della vita) denuncia una nostra cecità?

Dal momento che il sangue ha leso la purezza dell’immagine della statuina, che forse il segno lascia intendere che è stata ferita (e/o deturpata e/o sfregiata) Colei che per la sua fede fu scelta dall’amore di Dio per la vita, o che è stata ferita (e/o deturpata, e/o sfregiata) la Donna: per l’Uomo, simbolo dell’amore e della fede, per e nella vita?

Ulteriormente, il segno può anche significare che la Donna sta piangendo sangue perché la donna sta spregiando (e/o ferendo, e/o deturpando) la fede dell’amore dell’uomo per la vita? O si deve intendere che la Donna sta piangendo sangue perché la donna è ferita ( e/o spregiata, e/o deturpata ) da come presso la vita (e/o nella vita) è amata dall’uomo?

Ma il pianto di sangue può anche far supporre che è l’Immagine della fede nella Vita che è stata ferita, e/o spregiata sino al deturpamento. In quest’ultimo caso, da chi? Dall’uomo? Dalla donna? Dai gestori della Cultura della Natura della Vita in tutti i suoi stati?

Quando la lettura di una straordinaria manifestazione della Vita può dare credito a molteplici significati, credo sia doveroso chiedersi se la vita effettivamente autrice sia quella dello Spirito o quella dello spiritismo: basso o elevato che sia.

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