Sulle stimmate di padre Pio. a Marco. P.

Solo recentemente ho saputo che le stimmate che avevano segnato grande parte della vita di padre Pio sono sparite dopo la sua morte. Non so che conclusione ne abbia tratto la Commissione deputata alla sua beatificazione ma quelle che ne ho tratto io sono queste. Le allego alla sua curiosità.

freccianera

Lo Spirito è il principio della forza (lo spirito  della Natura della Cultura della nostra vita. Poiché lo Spirito è vita non può essere e, conseguentemente dare che integrità. Se così non fosse, contraddirebbe il principio di cui è forza, appunto, la vita. Essendovi vita naturale quanto soprannaturale, lo Spirito della vita è la forza di ambo gli stati della vita. In ambo gli stati della vita, la vita è bene ed il Bene è il suo principio.

Le stimmati sono ferite e, come tali, un dolore naturale che non è detto che non diventi anche un dolore culturale (un errore) e, per corrispondenza di vita, spirituale. Può lo Spirito della vita “donare” un segno di dolore?

A mio avviso, non è che non lo può sapere è che non lo può volere perché qualsiasi stato di dolore è lesione contro la vita e, dunque, contro il suo principio: la vita nel Bene che non può non dare lo stare bene.

Se non può essere stato lo Spirito della vita, allora, non può non essere stato che uno spirito nella Vita. Al punto, le stimmati non sono segno di spiritualità (che solo la vita lo è) ma di spiritismo.

Di quale vita ed in quale stato? Non essendovi possibilità di verifica, a questa domanda nessuno può rispondere con certezza.

Verso la fine della sua vita, padre Pio si lasciò sfuggire un “non ne posso più!” Concesso che anche i santi possano scorarsi, di cosa o di quale vita non ne poteva più? Se certamente possiamo escludere che abbia patito delle stanchezze verso la forza (lo Spirito) della vita divina, allora non ci resta che la sua o quella che occupava la sua.

Se, come penso, quelle manifestazioni appartengono allo spiritismo, allora, che credibilità hanno e/o provano? Per quanto ha avuto modo di sapere e di capire per mezzo di personale esperienza (in certi momenti non ne potevo più tanto erano assillanti) tutte le manifestazioni dello spiritismo sono vere (ovviamente, quelle vere) ma nessuna attendibile per il semplice fatto che, se non si possono smentire, è anche vero che non si possono provare.

Ciò che non si può smentire (nel caso l’origine spiritica delle stimmati) ma neanche provare che siano di origine spirituale, quanto può reggere una causa di beatificazione?

Sarà anche vero che “abbiamo bisogno di santi” (purché non originino delle tossicodipendenze, cioè, delle fissazioni sull’arbitrio di eventuali credenti – dipendenti) ma non è anche vero che abbiamo bisogno di verità?

Naturalmente, i miei dubbi sulle effettive origini delle stimmati in Padre Pio (se date dallo Spirito per mezzo della spiritualità, o se date da uno spirito per mezzo dello spiritismo) non intendono in alcun modo sminuire la qualità della vita di un uomo che certamente si rivolse al Bene in cui credeva; ne certamente intendo sostenere che padre Pio era uso servirsi dello spiritismo, anche se, molte delle facoltà chiaramente lo indicavano come medium.

Diversamente, intendo solamente sostenere, che, dal momento che il male può fingere il bene anche molto bene, quanto si può escludere che le manifestazioni di padre Pio siano dovute solamente ad uno spirito nel bene?

Il fatto che anche siano sempre state un bene quelle manifestazioni, con quali sicurezze possiamo affermarlo, dal momento che, purché lo scopo primario sia quello di ottenere del male, non è escluso al male la possibilità di dare del bene?

Che forse non succede anche in questo piano di vita che ci si serva dei doni pur di giungere a dolerla? Non solo la malafede può giocare dei brutti scherzi, signor P., ma anche la buonafede. E’ anche per questo che mi fido solo della Vita e di nessun altro spirito.

La prego di seguire l’esempio anche verso il mio.

nord