Il bisogno di capri delle pecore. Lettere ” al Direttore “

Il giudice Di Pietro si dimette? Ed è subito pianto! Di Pietro si defila? Ed è subito mugugno! Nessuno, almeno sinora, che si sia chiesto come mai l’ex magistrato assomigli sempre di più a quel tale di Siviglia che tutti vogliono ma nessuno piglia. Comunque stiano le cose, il vero soggetto di questa lettera non è il giudice ma la cannibalesca fame di miracoli, di miracolosi e di miracolati che stiamo dimostrando di avere sia come persone che come popolo. Di Pietro è solo uno dei casi. Altri casi, non in successione ma in elencazione, sono dati dalle varie statuine piangenti, dallo sciatore, dal calciatore, dal politico, dall’imbonitore e, chi ne ha più ne metta, purché siano elevati da un ara: la fama. La fama, tanto quanto è fame, è bisogno di cibo. Ma è un cibo pesante! In genere, gonfia la testa: soprattutto in chi c’è l’ha culturalmente ristretta. Il bisogno di miracoli, di miracolosi e di miracolati mi ricorda il bisogno di “capitani di ventura”: combattenti alter – ego su delega. Non capisco bene se il bisogno di questi supporti per spine dorsali carenti sia dato da pavidità nei confronti della vita (personale, sociale e spirituale) o sia dato da una suicidaria rinuncia, oppure, comunque sia, da bisogno di guida. Ma forse è un insieme di cose. In qualsiasi caso, oltreché una deresponsabilizzazione, comunque è una sindrome da infantilismo quando non da rinuncia del sé. E’ vero problema di vita il nostro defilarsi dalla vita, non quello di Di Pietro o di altri capri da innalzare, prima alle massime ragioni e, dopo, da sacrificare al solo scopo di nascondere le nostre facce dietro i fumi delle speranze che abbiamo acceso con la loro pelle allo scopo di riscaldare la magra minestra spirituale con la quale, si fa per dire, ci alimentiamo. Se è giusto confidare nella Vita, non meno è giusto confidare nella propria. Sarà meglio darci una mossa, prima che la Storia ancora una volta ci ricordi che se siamo tuttora sul vasetto è anche perché abbiamo bisogno di eroici padri.

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