Ai coraggiosi che si inoltrano nella lettura delle mie lettere: lunghe o no che siano.

Quando le ho scritte non mi era chiaro cosa dovevo dire. Tanto meno come iniziarle. Non di meno come e quando finirle. Sapevo solo che dovevo scrivere quanto sentivo. Tanto più complesso (quando non complicato) quel sentire, e tanto più complessa quando non complicata era la lettera.

Siamo sopravvissuti alla distruzione di infinite biblioteche. Tanto più i sopravviverà alla cancellazione delle stesure più estenuanti mi sono detto più di una volta.

Pur cosciente di questo, perché non l’ho ancora fatto?

Ho una sola risposta: perché nessuna emozione m’ha di farlo.

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