Pedofilia: reato nello stato sessuale o reato nel comportamento?

Più che sessualità, quella infantile la direi un suo albore. L’adulto che non tenendone conto comunque persegue l’attuazione del suo desiderio, è un vile ancora prima che un eventuale ammalato o delinquente, ma, che centra la pedofilia (etero o omo non cambia) con uno stato della volontà sessuale che, se si manifesta con violenza, può anche essere perché quella forza corrisponde alla lesione che si procura alla Persona, quando, per contenere un suo eventuale gesto, si giunge a reprimerne l’identità sessuale ancora prima dei suoi atti? Prima si arrivi a non poter più guardare un bambino o una bambina per la paura che questi, fraintendendo, accusi, credo sia il caso di cominciare ad orientare le opinioni sugli stati della sessualità con maggiore lucidità. La lucidità sarà maggiore tanto più il giudizio concernerà, non la personalità sessuale, ma come questa si manifesta: normale se si esprime con atti di bene, ( assenza di ogni dolore verso una vita e/o la vita ), anormale se si esprime con atti di male. Questa suddivisione non sarà giornalisticamente eclatante ma l’Informazione e/o le Istituzioni che non vogliono concorrere ad innescare delle ulteriori violenze sull’individuo, non dovrebbero porla in sottordine.

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