Lettera aperta alla signora Brigliadori, pensavo, invece l’ha ricevuta non so chi. Cosa fatta capo avrà.

Non so per quale percorso sia giunta a pensare la vita secondo spirito. In modo particolare succede a chi ha avuto esperienze di medianità e conoscenze (ammesso che si possa ammetterle attendibili e non lo credo) nello spiritismo. Secondo il mio pensiero, lo Spirito è la forza della vita comunque agita; forza che paritariamente vivifica gli altri due stati della vita che sono la Natura (il corpo della vita comunque formata) e la Cultura: il “corpo” della mente comunque raggiunto.

Immagini che noi tutti si sia una goccia d’acqua pura e inquinata, agenti nella maggiore (l’oceano che è la vita) in parte pura e in parte inquinata. E’ certamente vero che lo spirito della goccia può operare a favore della sua purezza, come è altrettanto vero, che lo può limitatamente perché l’oceano che tutti ci contiene è influente per maggior massa e penetranti possibilità.

La goccia, può negarsi all’influsso della parte negativa dell’oceano? A mio pensare, no. A meno che la goccia non si tolga in toto dalla massa delle gocce che lo compone. Tentativo conventuale, che anche a dire del frate portinaio del convento circestense del Monte Rua (nel padovano) è illusorio, visto che i frati si sono ritrovati a litigare sia pure per il caffè.

Se ogni goccia ha parte evidente agli occhi (con altro dire alla coscienza) e parte meno, può la goccia individuale poter giungere a curare e curarsi per mezzo dello spirito, la parte di sé variamente in crisi: somatica o mentale o spirituale che sia?

Libero ognuno di credere in ciò che reputa vero, ovviamente, ma lo direi possibile in modo parziale. Non che sia poco, ovviamente! Se è vero che la mente della persona non può liberarsi dalla sua condizione di goccia nella Goccia, è altrettanto vero che una mente è medico e medicina quando (per una via o per l’altra) riesce a porre in equilibrio i suoi stati. Medico e medicina, però, (sempre a mio pensare) come lo è un omeopata e l’omeopatia.

Secondo la medicina classica, gli studi sull’omeopatia hanno scientificamente provato la sua inefficacia clinica. Non per questo, direi, non è mentalmente efficace (sempre tanto o poco) perché diventa la preventiva medicina (o placebo) che educa alla cura di sé.

I medicinali vanno assunti secondo dosaggio. Nella medicina per lo spirito quando vi è giusto dosaggio? Vuoi nella goccia e/o nell’oceano, direi, quando eliminano e/o non pongono dissidio.

L’attenzione deve valere anche per il terapeuta.

nord