L’ansia? Un’arrestabile invasione.

La parola è l’emozione della vita che dice sé stessa.

La vita, accoglie le parole e le corrispondenti emozioni con orecchio se esterne l’ascoltatore, o con il sentirle se interne all’ascoltatore. Un ascolto, non necessariamente esclude l’altro.

Vi sono casi in cui un ascoltatore si ritrova in mezzo ad un gruppo di persone. Tutte gli parlano contemporaneamente. L’identità dell’ascoltatore che vuol capirle, se ci riesce non è in alcun modo turbata. Turbata lo diventa, chi, pur volendolo, non ci riesce; turbata in modo minore se l’interesse per quelle voci è minore. In modo maggiore se l’interesse per quelle voci è maggiore.

Quel turbamento si somatizza come ansia. L’ansia incide sul senso di sicurezza, sul discernimento, e sulla stima di sé.

Dell’ansioso si può dire che è mentalmente un invaso da “corpi” estranei, e che non sa come liberarsene. Non è particolarmente difficile. Basta trattarle come fossero persone.

Sono nemiche se portano confusione. Sono amiche se la eliminano.

Ora, come apriamo la porta di casa agli amici e la lasciamo chiusa per i nemici, così, dovremmo agire nella nostra mente.

Questa cura dell’ansia non prevede l’uso di pastiglie. Prevede l’uso del discernimento e delle operazioni più basilari.

Il + dove sommare quelle valide: il meno dove togliere le non valide; il diviso fra le valide e non valide; il X dove moltiplicare i valori ottenuti.

Si, è tutto qui.

nord

Completamente rifatta in data 23 Luglio 2018