Le invasioni “sataniche” sono fughe da castranti realtà.

Difficile capire se una mente è invasa da un’altra forza, o se (stabilmente o no) per un’insieme di cause si è scissa in due conflittuali forze.

Comunque stiano le cose, dove non risove la psichiatria ci prova l’esorcista.

Attraverso il rito, (comunque attuato) l’esorcista usa le emozioni che la sua azione procura per chiudere la porta della coscienza dell’invasato alla parte inconscia della mente.

Tanto più la forza emozionale dell’esorcista è maggiore della forza invasiva, e tanto più riesce a far emergere, riportandola a coscienza, l’identità originale: originale, almeno per quanto mostrava di essere prima della crisi. 

Cosa permette la possessione?

Direi la volontà di celarsi in altro “mondo” e/o “realtà”; volontà che, a mio vedere, è estrema difesa da estremo rifiuto di estranei condizionamenti. Ad esempio: i “magistrali” imposti da norme storiche, e/o sociali/ e/o religiose.

Non per ultima importanza, l’invasione può esser mossa dai sensi di colpa che il “fuorviante” prova per essere e/o sentirsi estraneo alle suddette norme. Per questa ipotesi, un’invasione potrebbe essere la recita che cela un alibi.  Della serie: sono così perché posseduto non perché mi rifiuto di diventare quello che si vuole che diventi.

Della possessione si può anche dire che è una estrema richiesta di aiuto.

Momentanea e/o fallace, la risposta, se non si libera la mente del posseduto dalle cause umane e/o sociali, e/o religiose, che l’hanno ridotto in quell’angolo.

Se non gliela liberiamo ci ritornerà.

Magari senza darlo a vedere.

nord

Rifatta in data Luglio 2018