Antonio mi chiede: è nata prima la gallina sessuale, o l’uovo omosessuale?

Direi che prima è nata la vita, e che la vita ha covato sé stessa.

La dico Vita in maiuscolo perché la considero esistenza al principio. Questa vita ha ed è la sua potenza. La chiamo Spirito. Lo Spirito è la forza della vita che si origina dalla corrispondenza di vita fra tutti e in tutti i suoi stati: Natura comunque raffigurata, Cultura comunque concepita, e Spirito comunque agito.

La forza dello Spirito ha carattere Determinante e Accogliente. Lo Spirito che non accoglie ciò che determina, è forza destinata alla mera espansione della sua forza; è nell’accogliere e verificare gli atti della sua espansione, infatti, che può valutare se “cosa buona è giusta”.

Nel considerare ciò che è cosa buona e giusta, al principio, della vita vi è stato il primo atto del discernimento, la prima forma di coscienza, la prima forma magistrale.

Vita, oltre che fra stati, è stato di infiniti stati anche nella nella corrispondenza di forza fra le due volontà, così, anche il Determinante non può non avere, essere, e vivere gli stati dell’Accogliente, come per opposto caso, l’Accogliente non può non avere, essere e vivere gli stati del Determinante.

In ragione dello stato e condizione della corrispondenza di forza fra gli stati, la vita origina infinite forme e figure. Ognuna ha ed è la sua forza e la sua vita, in ragione dello stato di prevalenza del soggettivo carattere della sua forza. Se ha prevalere è il Determinante avremo la naturale figura maschile. Se ha prevalere è l’Accogliente, avremo la naturale figura femminile.

Non ponendogli limiti e fine, della vita possiamo dire che è il contenitore che forma i suoi contenuti che formano il suo contenitore, che, ad libitum, forma. Ciò che forma la Natura della vita, allora, non può non formare la sua Cultura; Cultura, soggetta anch’essa alla condizione di essere stato (della conoscenza e della coscienza) di infiniti stati.

Gli infiniti stati di conoscenza e coscienza formeranno infiniti stati di Uomo e di Donna. Dico infiniti stati, perché solo al principio della vita vi è l’assoluto principio della vita. In quanto assoluto, ha ed è Spirito maschile e femminile in inscindibile e inconoscibile stato. Delira per vanità chi ci prova a conoscerlo, e l’offende quando prova a dirlo.

Nella Parola, le parole non ci stanno! Solo la prima forma di vita principiata dalla Vita, possiede il suo primo (e relativamente al suo stato) fissato carattere: al principio e per principio, vuoi Determinate, vuoi Accogliente. Ogni altra forma conseguita dalla forma originale, ha principi, prevalentemente maschili e femminili, come prevalentemente maschili nel femminile, o per opposto caso, prevalentemente femminili nel maschile.

Della Vita al principio possiamo dire che è la norma che concepisce ogni vita, e quindi, per principio, ogni normale sessualità; normale se opera secondo vita (vuoi per Natura, vuoi per Cultura, vuoi per Spirito) o anormale alla vita se nega la sua opera o per Natura, o per Cultura, o per Spirito.

Anche la normalità come la non normalità sottostanno alla condizione di essere stato di infiniti stati di normalità o non. Così, sottostanno alla regola anche gli onori quando diamo vita (in noi, o in altro e/o in altri da noi) sia gli oneri quando la neghiamo: vuoi in noi, vuoi in altro e/o in altri da noi.

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