“Ognuno uccide quello che ama” dice la canzone.

Direi, invece, che si uccide quando l’amore (o meglio, una passione) diventa l’intossicante droga che fissa l’arbitrio.

Quando intossicano un arbitrio di fissazione, tutte le passioni diventano droghe. Con le sentimentali, anche le politiche, e anche le religiose: giusto per citare le maggiori “bustine”: in genere, sconsideratamente “tagliate”.

Nessuna onesta passione si propone lo scopo di fissare l’arbitrio di chi conquista. Allora, perché succede? Direi, perché vi sono dei sedotti che esistono a sé stessi, solo se si sentono dipendenti in toto da chi (persona e/o pensiero) hanno eletto a fondante ragione.

Una qualsiasi fondante ragione è un amore solo se coscientemente condivisa, e tanto quanto è condivisa. In assenza della volontà di paritaria condivisione, e nella volontà di perseguire comunque la passione sentita dal solo sedotto, si origina lo stupro della volontà altra quando non lo stupro della vita altra.

Chi uccide la causa accidentale di una intossicata e intossicante passione, altro non fa che sostituire la causa di tossicodipendenza da fissata passione con un’altra fissante passione: l’accecamento del fallimento.

Chi uccide chi ama non esce più da quell’ergastolo. 

nord

Completamente rifatta in data Luglio 2018