Si, l’amore è comunione ma cosa fare quando è rivoluzione?

Domani mattina viene a trovarmi un toso di Vicenza. Sulla trentina.
Non so quanto m’abbia conosciuto via trancio di blog che ho in Libero, ma per la foto che ha visto (la stessa di qua) dice che sono da coccolare.
Da coc – co – lare… Direi evidente che mi guarda con i suoi occhi. Direi evidente che io non mi guardo con i suoi.
Da coc – co – lare… Il Signore sa quanta cioccolata ho dato nella vita dei miei amanti/amori. E sempre Lui sa, che il più delle volte mi sono solamente impiastricicato le dita che mi sono dovuto leccare da me, per potermi dire: amo.
E arriva lui.
Ed io?
Che me ne faccio di tutti i vivi e di tutti i morti che ho nella mente?
Li metto in cantina?
Che me ne faccio dell’Arabo che viene a cuccia come gatti che non trovano lisca, e che sino alla settimana scorsa aveva due amici, ma passata quella gli è rimasto solamente Vita?
Che m’aspetta un’altra speranza?
Ancora!
Chissà se quel toso si rende conto di quanti cimiteri deve attraversare per raggiungermi.
Non può rendersene conto.
Ed io che me ne rendo conto, che faccio?
Gli preparo un alveare?
Per una vita a venire?

afinedue