“Badino le donne che intendono diventare madri in età non comune: agli occhi dei figli saranno a scadenza. “

Questa è l’implicita opinione che se ne ricava dalla lettera del signor Giorgio Vinco, la dove dice (a proposito della maternità della signora Giannini) che il bimbo avrà dell’amaro in bocca quando vedrà che le mamme dei suoi compagni (diversamente dalla propria) saranno molto più giovani e carine. E se, invece, l’amaro in bocca l’avesse il figlio trascurato di una madre molto più giovane e carina di una che cura il figlio con una maggior coscienza di sé come donna e come madre, appunto per avere una maggiore età, e quindi, una maggior esperienza di vita?

Direi proprio che il Vinco si è fissato in una idea di madre e che quetsa dovrebbe essere la meta di ogni madre. Niente di più ignorante e niente di più fallace.

Dove non vi è chiaro e continuo maltrattamento, ogni bambino valuta la madre in ragione degli schemi di appartenenza e di conseguente crescita. Al più, e ciò vale per tutti i casi, dalla valutazione ideale il non più bambino passerà a valuterà la madre in ragione del reale.

Dove si presenta questo passaggio, tutti i generi di madri sono a culturale scadenza, usino o no degli abbellenti artifici. A questo punto, però, a scadenza è la stessa vita, indipendentemente da come si presenta.

Per quanto mi è dato di conoscere, solo le madri dei preti sono a scandenza. Scadono, quando il figlio diventato prete sceglie un’altra madre: la chiesa.

Ci vorrà del tempo, ma anche di questa vedrà che usa abbellenti artifici. Al che, due le possibilità: o usa gli stessi artifici per non scadere come figlio, oppure, gli apparirà scaduta anche quella madre.

afinedue

Pressoché rifatta in data Luglio 2018