Hai presente l’Albero della vita?

Innanzi tutto, ti tolgo un sospetto: non ho rilevato alcuna acrimonia nel tuo scritto. Al più, un continuar a volermi rinchiuso nella stessa tomba del Padre (la Chiesa cattolica) che ho ucciso per legittima sopravvivenza. Ho la sensazione, ripeto, sensazione, che ti stai comportando, sui miei pensieri, come il giornalista, che, fatta una tesi, costruisce su quella le sue convinzioni, e taglia ciò che potrebbe ombrarle.

Questo a parte, vedo la vita, (il tutto, dal Principio che ognuno è in grado, o sceglie di concepire) come un grande albero. Di questo Albero, io sono un ramo. Tutti lo siamo, ovviamente, ma sto parlando di me.

Essendo io, parte di un Tutto, perché dovrebbe sorprenderti il fatto che in me si trovano pensieri biblici, evangelici, cattolici, (ed altri ancora, credimi!) se sono parte della comune sostanza dell’Albero?

Dove starebbe, la mia contraddizione spirituale? Probabilmente, la puoi trovare nella mia cultura, ma, anche questo, non dovrebbe mica sorprenderti, essendo io un diverso, mica solo perché amo l’uomo, vero?!

Per l’insieme di questo, ho deciso che ha commentare la tua lettera sia chi la legge. Torno un attimo sul sospetto che ho annullato. Io non affermo di conoscere la verità. Già nella mia vado a tentoni più di quello che mi piace ammettere! In riferimento alla sola conoscenza, suppongo la stessa cosa anche per te. Quindi, il confronto fra i nostri pensieri potrebbe dilungarsi sino all’esaurimento fisico di entrambi. Dio non voglia! Quando giungo a questi limiti, però, metto il punto.

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