L’amore è ricerca di comunione. Tanto quanto l’abbiamo raggiunta, e tanto quanto amiamo.

Può essere ricerca naturale (comunione fisica) culturale (comunione di pensiero) spirituale (comunione di elevati principi) e di vita per l’insieme dei principi raggiunti e reciprocamente adottati. Dopo di che, non dimentichiamo che alla scuola dell’amore si può essere bocciati, ripetenti o promossi. I promossi hanno bisogno solo del proprio e reciproco sentimento, mentre gli altri, ci riprovano come prima cercando con altra/o le stesse compensative ragioni, oppure, le diversificano inglobando anche altre ragioni e/o soggetti.

Nel dire cos’è l’amore dovremmo ben dire anche che cos’è la passione, e nel tentar di capire, tenere separati i due significati. Ora, per quanto riguarda l’amore che ho già detto è comunione nel termini espressi sopra. Per quanto riguarda la passione, invece, è diversa dall’amore in quanto, mentre l’amore ascolta la vita, la passione ascolta solo sé stessa.

In quanto ascolto della vita, l’amore dura sino a che si sa e/o si vuole ascoltarla: vuoi quella di sé e dell’altro/a, vuoi la complessiva. Della passione, invece, sappiamo tutti che è una emozione a termine perché, dando risposte emozionali quasi sempre simili si consuma; ed è appunto per questo che ne cerchiamo di nuove. Lo facciamo perché finisce l’amore, diciamo, equivocando. Non è così! Lo facciamo, perché, a finire, è l’amore per il corpo amato, appunto, a causa dell’emozionale consunzione.

La dove finisce l’amore per il corpo amato, ma non finisce la comunione per e con la vita amata, allora, l’amore compensa ciò che si perde nell’esaurimento della passione. Quanti “femminicidi” in meno, come quanti “maschicidi” in meno se vivessimo queste parti di cuore e di vita.

ps. Vi chiedo di non accogliere questo scritto come fosse la supponente lezioncina del maestro! Non avete idea che culo m’ha fatto la vita per farmela capire!

nord