Nel campo di Pinocchio trebbia riso amaro Equitalia

Oggi ho ricevuto una raccomandata. Non ho zii d’America, quindi, il soggetto di quella missiva non sarà certo un’eredità. Sospetto, piuttosto, che sia la raccomandata di una Equitalia che, nonostante le sue pur legittime istanze, viene percepita sempre di più come la Magrecita con falce di messicana cultura.

Sbaglia Equitalia a chiedermi quanto non ho dato allo Stato in tasse non pagate ed in I.V.A. non versata? Sbaglia, Equitalia, a chiedere degli interessi, a mio sentire, da Mercante di Venezia? Chiaro che no. Gli errori sono stati miei, mica di Equitalia! Mi si dirà, o quanto meno lo dirà chi mi conosce: strano, Vitaliano, non ci sei mai parso dedito al delinquere in varia forma e/o quantità! Vero, non l’ho fatto perché delinquente in varia forma e/o quantità, ma “per amore, solo per amore” come si grida nel titolo di un commovente film di qualche anno fa.

Magari, l’avessi fatto per delinquenziale tendenza! Dell’opinione altrui, di quella dello Stato me ne sarei altamente sbattuto! Diversamente, mi sono vergognato tutti i giorni, per tutti non pochi anni, e per più di due ventiquattrore piene di inviti a pagamenti che non potevo e tutt’ora non posso soddisfare.

Per anni Equitalia m’ha fatto sentire un ladro. Solo per aver vissuto! Oltre ragione, è vero! Le sue raccomandate dentro la cassetta erano diventate il Prete che non poteva assolvermi; erano diventate il Carabiniere che non mi ammanettava solo perché lo ero già: nell’animo.

Delle assoluzioni ecclesiastiche se ne può anche fare a meno. Ai Carabinieri si può anche scappare. Dalle manette, anche liberarsi. Dell’animo messo in una cella di sicurezza (la sicurezza del “secondino”, ovviamente) non c’è “ergastolano” che fugga, se non per sopraggiunto callo nei rassegnati al destino di galerati da inadempienze per cause non volutamente morose, oppure, come estrema scelta per chi non accetta calli nell’animo, per acqua, corda, o pistola.

Possiamo affermare che vi è una certa correità morale da parte di Equitalia nei suicidi per debiti di operatori non delinquenziali, e magari falliti perché non pagati? Di Equitalia non vedo possibilità di vera chiamata al reato di indiretto omicidio. La vedo, invece, sia verso lo Stato che tramite Equitalia reclama subito quello che non si sa quando verserà!

La vedo invece, verso clienti che, se volenti, non hanno pagato quando dovevano! Mi si dirà: come mai, tu, Vitaliano, per quanto pressato con la pesantezza che dici, non ti sei ucciso? Forse perché, tutto considerato, non era così pesante il tuo debito con Equitalia, oppure perché ti è facile far il callo ad avverso destino?

Mettiamola così: rifatemi la domanda dopo che avrete pianto su un amore che era tutta la vostra vita, (e sul nulla che era diventata a causa della morte di quello) e su dei mobili che non avete più perché Equitalia se li è portati via! 

Mi si dirà: in vero non ci pare il caso di suicidarsi per quattro legni! Vero, ma, se quei quattro legni fanno parte dell’identitaria immagine che avete di voi stessi, cosa, in effetti, ha portato via Equitalia? Solo cose, o solo voi?

Tutto molto vero, Vitaliano, ma cosa cavolo vuoi che ci faccia, Equitalia, se suo malgrado travolge delle identità indebolite da più forti contesti? Troverei risposta nella parafrasi di un celebre proverbio siciliano: sia piena che piega.

I suicidi sinora accaduti, dimostrano, invece, che le sue piene travolgono. Il che prova, a mio vedere, che se il punto dolente in Equitalia non può essere la sua legittimata azione, lo può essere invece, nella misura della sua azione: in chiara over – dose, ogni qual volta una richiesta è “bustina” in cui il taglio prevale fortemente sulla qualità della “roba”.

Le cito il paralleo fra debiti e droga, perché, droga, è tutto ciò che fissa l’arbitrio, e un arbitrio fissato da irrecuperabili debiti, è fissato nella sua impossibilità di risolverli, così come un drogato è fissato dalla sostanza, non tanto nel suo capire, quanto nel suo volere, e, di conseguenza, nel suo potere.

Un arbitrio fissato (da droga o da debiti che sia) è suicidario esattamente come lo è, chi, preso da tagliola, sceglie di dividere da sé la parte presa; e se la parte presa è tutta, tutta la divide da tutti.

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