Caro Mattia: non escludere le verità della favola.

Tutti quelli/e che hanno degli scarsi rapporti con la vita propria, altra e/o con il mondo, pensano di essere gli unici a soffrire: vuoi per infiniti accadimenti, vuoi per il rifiuto di sé e la conseguente non accettazione della realtà personale e dell’ambito in cui ci ritroviamo a vivere, vuoi per delle complessive quando generalizzate insoddisfazioni.

Queste nuvole nei nostri cieli originano molte forme e casi di invalidante disistima.

Per decenni ho patito anch’io di quel egocentrico masochismo. Avrei dovuto confidare meglio nell’insegnamento detto dalla favola del Brutto Anatroccolo! Con queste breve escursioni fra le mie non semplici realtà di orfano e di adottato, intendo confermarti che, in quanto a Brutti Anatroccoli, sei (ironizzando) in buona compagnia da tanto è composta da tanti.

Vero è che quell’intruppamento mica l’abbiamo voluto. Vero è, pero, che dobbiamo fare in modo di uscirne, se vogliamo diventare i Cigni che, tutti, in potenza siamo. Come?

Affrontando e provando quello che siamo da bambini_ragazzi, cioè, Anatroccoli, il più delle volte caduti e/o buttati fuori dal nido.

Nella tua situazione come a suo modo è stato per la mia, tutto pensiamo fuorché di poter diventare bianchi, e di riuscir a coprirci di belle piume. La pensiamo così (lasciatelo dire) solo per il pessimistico giudizio che ci diamo anzitempo! E che cavolo! E’ come dire che è brutto un libro che stiamo leggendo da poche pagine. Confermerai poco intelligente una affermazione del genere, eppure, è la stessa, che fanno (rendendosene conto o no) le personalità che non si amano. Ne so qualcosa. L’ho fatto anch’io!

L’amore, Mattia, è comunione. Di sé è con sé, in primo luogo. Ogni pessimismo su di noi, origina una corrispondente disistima; è quella che ci mostra, pur dicendoti che è oro, dell’insoddifacente ottone! Lo può, (la disistima) perché diamo ascolto alle nostre paure, alle nostre presunte pochezze; lo può, perché la vita ci è matrigna, ebbe a dire il Leopardi anatroccolo. Il Leopardi del dopo, invece, solo il piacere dei gelati gli ricordava di essere stato figlio di cotanta madre. Poesia e grande pensiero, invece, mostrarono, in Cigno, l’avvenuta metamorfosi.

Non dubitare mai della tua possibilità de tuo mutamento, perché se è vero che la favola che ti ricordo è stata scritta da un uomo, è anche vero che, a quell’uomo, gliel’ha detta la vita. Si, è anche Madre. Quale la differenza fra Matrigna e Madre? La differenza sta nella parte che decidi di abbracciare!

afinedue