La sessualità è l’Albero della vita.

Il tronco della Sessualità, è dato dalla personale genitalità. I suoi rami sono dati dalle emozioni sessuali di prevalenza, quelle, cioè, che formeranno la costituita identità sessuale. Le sue foglie, da emozioni sessuali non prevalenti ma indicatrici di valenza sessuale sia per il tono, (piacere – non piacere), che per la condizione del loro stato.

Le emozioni sessuali non prevalenti ma indicatrici di valenza sessuale, conformano e confermano la molteplice varietà delle pulsioni. In ragione di un cosciente vissuto sessuale, la molteplice varietà delle pulsioni è fattore di ricchezza.

Se la sessualità fosse una macchina, dell’identità sessuale di prevalenza si potrebbe dire che è il modello base, mentre, delle emozioni sessuali non prevalenti ma indicatrici di valenza sessuale, si potrebbe dire che sono gli optional che, personalizzando la sessualità base, la rendono propriamente individuale.

Il tronco dell’Albero è retto e forte in ragione dello stato della relazione di vita fra i suoi rami e le sue foglie. Di per sé, nessun ramo e nessuna foglia sono anormali alla vita dell’Albero. Anormali lo diventano se, (e, tanto quanto), recano del male presso la vita altra: individuo e/o società che sia.

Da ciò ne consegue che, a priori, nessuna vita (così come nessun suo stato) ha o è “intrinseco male ” morale. Al più, ha intrinseco dolore, un suo peso, e/o condizione.

Se il dolore è lo stato che divide ciò che è normale alla vita da ciò che non lo è, dalla precedente affermazione ne consegue che è sufficiente l’analisi storica del benessere data dalla comparazione delle corrispondenze di vita fra amante e amato/a, per sapere, (al di là di ogni esterno giudizio), quanto sia normale, il modo di manifestare la propria sessualità.

afinedue

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