Lettera aperta ai Gentlemen-Di-Grindr

Carissimi: vi scrivo per la posta del culo una questione non da culo. Non preoccupatevi se non in anonimato, perché ho smesso quella preoccupazione da mo’. Avendo sempre preferito i variamente etero omo_sensibili, non ho mai potuto pretendere un’uguaglianza di comportamento, in qualche modo confortato anche dall’esempio etero, che per via di paritario stile sponsale, non esisterebbe se non fosse stato reso obbligatorio da Principato e Religione.

Così, rimango disorientato dal vedere la generalità del mondo in Lgbt, alle prese con la ricerca di formali unioni para etero, se no, ciccia! Ora, mica mi aspetto che le nostre accoppiate siano aperte sino al troiaio, ma che chiedano di essere più lealiste dell’etero re mi pare quantomeno eccessivo!

E’ ben difficile che un sentimento possa contenere una vitalità sessuale, tanto più se giovane, tanto più se non sperimentata, direi quasi sino all’indifferenza verso un corpo altro. Cacchio! Io ci sto riuscendo, solo adesso! Ma anche adesso che non tira più l’affare, tirano sempre le emozioni; solo che tirano ma non durano, perché so e sento, adesso, che sono dei fuochi fatui. Leggo di gente, invece, che spera sul tredici già alla prima schedina!

No, per evitare delusioni da mancata schedina, bisogna eliminare le illusioni sul gioco! La prima di tutte, è pensare (quando non pretendere) che una controparte possa dare ed essere tutto quello che l’altra sogna. Questo non è amarla per quello che è: è amare sé stessi, per quello che pensiamo di noi stessi.

Naturalmente ci sono le eccezioni ma quelle non fanno testo. Al più, felici eccezioni.

afinedue