La Cfs – Cronic fatigue syndrome: testo.

faldoninuoviL’Istituto superiore della Sanità, incarica il Gruppo “C” di Verona, di studiare un malattia che deprime la vita pur non ledendo il corpo. Non vedo cosa ci sia di nuovo – mi dico. Sono cose che succedono, quando un insieme di fattori ammalano la forza della vita: lo spirito.

Siccome pensavo, (e penso), di capire qualcosa sullo spirito, intervengo presso il dottor Serpelloni con una lettera. Come sempre, (almeno allora), l’emozione mi scompagina la ragione. All’epoca, la mia emozione era come una volpe in un pollaio. Ve lo immaginate il casino che faceva fra le galline, pardon, fra i concetti?

A proposito di “emozione”. L’emozione, è la parola della vita che dice sé stessa. Se nei “malati” da quella sindrome la Cfs, si può dire, Con Flebile Spirito, della mia Cfs potevo dirla, “Che Fatica Sopravvivere”.

A proposito di sopravvivere, mi domando come farò a cavarmela dai casini che ho scritto, ma, quel che è peggio, mandati in giro. Per quanto cerchi, non trovo che una risposta: confessarseli, correggerseli e, rimandarli in giro. Mi domando, se anche per la cura della Cfs sia necessario applicare questa auto terapia: vedersi, non per quello che abbiamo sognato di essere, (o ci è stato detto che siamo), ma per quello che si è. Quindi, (sia pure con fatica), accettare la constatata identità. Terapia della rassegnazione? No! Terapia della sincerità!

Ho la sensazione che con la sindrome da Cfs, la medicina tenti di entrare nella casa della Psichiatria. Secondo me, l’intrusione finirà con reciproco guadagno. Per il paziente non lo so.

Essendo sindrome, con il fare, dovrai considerare anche l’essere della Persona: soggetto, non meno sindrome del male che denuncia.

Prima di inoltrarmi nel discorso, non posso non dire cosa intendo per Persona e qual’è la sua immagine.

La Persona è l’immagine dello stato unitario trinitario che si origina dalla corrispondenza fra i suoi stati: Natura, Cultura, Spirito.

Tanto quanto i suoi stati corrispondono, è tanto quanto la Persona trinitaria è unitaria.

Tanto quanto una persona è unitaria e tanto quanto è sé stessa e, quindi, integra.

Per quanto riguarda il tuo essere di tecnico, pensa allo spirito come alla forza della vitalità, che, allo Spirito come forza della Vita, ci penso io. Pensare allo spirito come alla forza della vitalità, ti consentirà di procedere per la terra che conosci.

Non dovrebbe meravigliare l’età dei malati. E’ l’età delle massime tensioni vitali, però, è anche l’età dei massimi contraccolpi.

La Cfs, dice che un contraccolpo ha provocato un crepo. Ora, si tratta di trovare il luogo di quel crepo.

Secondo l’immagine che ho introdotto sopra, il luogo può essere nella Natura: stato di principio, del principio della sua vita.

Nel caso lo sia, ciò vuol dire che una Natura, (la parte fisica dell’identità), ha emanato verso la vita, una carica di vitalità, (di forza), che non ha trovato sufficienti agganci, sviluppi, conferme.

Non avendole trovate, quella vitalità è tornata al mittente, con forza direttamente proporzionale all’emanazione, se il soggetto ha in altro la sua base, (una confermante idea di sé), ma inversamente proporzionale alla emanazione, se il soggetto non si fonda, anche in altra confermante base.

Sia nel caso direttamente proporzionale che in quello inversamente proporzionale, il contraccolpo può essere di segno + o di segno -, per infiniti, (la vita stato di infiniti stati di vita), e sindromatici fattori.

Il segno + e -, dicono il genere di sofferenza che si origina nella forza dello spirito di quella persona.

Quando è +, il contraccolpo nello spirito provoca delle esaltazioni. Quando è – provoca delle depressioni. Quello che vale per l’emanazione naturale, vale per quella culturale e spirituale.

I contraccolpi sono originati da risposte non date dal corpo, non date dalla mente, non date dallo spirito.

Essi crepano la Persona, quando i suoi ammortizzatori mentali, (i dati del discernimento), sono scarichi perché demotivati, o carichi di una esistenzialità non corrispondente all’effettivo essere.

In genere, una demotivazione copre un lutto interiore: la morte di una idea di sé. Può essere del sé naturale, di quello culturale, di quello esistenziale. Di quello cioè, che risponde ai perché vivere.

Una esistenzialità impropria, (convenzionale al sociale ma non alla data individualità), è un pezzo della vita, non originale, per quella vita.

Come succede per le macchine, i ricambi non originali corrispondono agli originali come forma ma non come sostanza, quindi, sono più soggetti ad usurarsi.

La Cfs, indica, che un pezzo non originale della vita di una persona, si è definitivamente usurato.

Vi sono anche dei pezzi non originali, che, pur facendo cedere il soggetto non cedono nel soggetto, ma, sono estremamente cari: si veda ogni forma di droga.

afinedue

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