Le Regioni verso una nuova politica per le Tossicodipendenze (?) a Raffaele Z.

faldoninuovi

Come io sono uomo e, fissato l’indiscutibile principio, attraverso il vivere dimostro di che tipo e genere, così, fissati i reciproci principi, sia il gruppo Proibizionista che l’Anti, dovrebbero ( quest’ultimo, se non altro per una questione di ” par condicio ” ) poter parimenti dimostrare il loro tipo e genere. Tanto più, che ( nevrotica coazione a ripetere? ) si continua a trovarci di fronte a delle contrapposizioni ideologiche, manichee se non nelle rispettive coscienze, almeno di fatto. Una contrapposizione che non ha la possibilità di concrete mediazioni perché non vi è ( e/o non si vuole? ) possibilità di effettivo confronto, nel Problema Tossicodipendenza non ottiene che la sua divisione in ” piazze “: da una parte i Boss e dall’altra i Domine. Legittimerebbe il rifiuto del confronto e della mediazione, se una parte potesse sostenere di sapere ciò che è bene: vero per quanto è giusto. Ma non è così. Nel mio piccolo operare, infatti, ho constatato ( perché vissute anche se non in proprio ) non poche miserie in quelli che dicono di operare secondo bene. Sono state dolorose, quelle esperienze, tanto più perché inaspettate. Nel mio piccolo constato ( sia pure culturalmente ) che non tutto è male in ciò che propone il Gruppo Antiproibizionista. Se non altro il fatto, che pur opponendosi alla Tossicodipendenza come principio, lascia libero il personale giudizio. Allora, a che o a cosa servono ( o a chi servono ) i fondamentalismi ideologici se drogano d’altro discernimento, un giudizio che, per una effettiva liberazione ( e dunque recupero ) in primo, non può non essere che individuale? Servono a raggiungere una comune verità? Siccome ogni irrigidimento culturale è rifiuto di apprendere e, dunque vivere il nuovo che sorge dalla con – fusione delle idee, non direi. Servono a metterci nella condizione di servire la Persona? Per primo o di conseguenza? Servono a servire i Poteri che si raggiungono quando ( anche nolenti ) si è in grado e/o si è messi in grado di condizionare ( guidare è ben diversa cosa ) la vita altra? Ecco: direi che la nuova pietra che dobbiamo mettere sulla prima ( quella dei rispettivi principi ) non può non essere fatta che della sostanza che è nelle risposte che mi aspetto all’Incontro. Se non comporremo il nuovo tempo ( non abbandonando il vecchio ma rinnovandolo ) alla Conferenza di Napoli, non si ripeterà che ripetere quello che già conosciamo anche sino ad averne il rifiuto.

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