Chi conosce il proprio sé, conosce il proprio signore.

aporticatoSiccome scrivo sotto influsso dell’emozione e, non sempre ho la padronanza della vita che quella mi suscita, può anche essere che se risulto ripetitivo, lo sono come chi percorre più volte la stessa strada perché non ha sentito bene il percorso che quella gli ha indicato. Le volte che comunque ho voluto proseguire senza ascoltarmi a sufficienza (più che altro spinto dal fatto che si teme di non avere vita/tempo sufficiente per completare ciò che si crede di dover fare) ho finito per scrivere quello che poi ho dovuto modificare, e/o chiarire, e/o cancellare. Rientrare da dove l’emozione aveva spinto la mia ragione all’epoca del lutto che mi aveva colpito non è stato semplice e ne facile; mi ci sono voluti anni. Rileggendo ciò che ho scritto, ogni tanto mi accorgo che vi sono punti nei quali sono ancora ” fuori “. Ciò significa, che in quei punti l’emozione è ancora tale, che la mia ragione, tuttora, non riesce a percepirla con sufficiente padronanza. Non si rammarichi della sua semplicità di studente di agraria: mo’ le dico la mia. Dopo le elementari in collegio, anno più anno meno verso i trentacinque, studiando alle serali ho conseguito la licenza media ed il biennio. Siccome errare è umano e ariete perseverare, in una scuola pubblica, in mezzo a ragazzi che gridavano alle ragazze ” col c…., col c…., è tutto un altro andazzo ” e alle ragazze che gridavano ai ragazzi ” col dito, col dito, orgasmo garantito “, iniziai a perdere i capelli e cominciai il triennio. Mi distinsi in religione, in un test dell’insegnante di Pedagogia nel quale risposi: ” quasi sempre ” o ” quasi mai ” alle sue domande e, perché mi si chiamava papà. Devo avere da qualche parte dell’Emilia una abilitazione ad una quarta superiore. O era la terza? Per amore di verità, se i miei studi sono proseguiti, più che alle mie capacità lo devo alla carità degli insegnanti. Quando non ho potuto non ammettere con me stesso che la vergogna di accettarla era maggiore del fine per cui l’accettavo (capire e capirmi ) ho lasciato la scuola. Le iniziative dell’Associazione? Intanto, dopo la stesura della ” Pedagogia “, quella degli scritti che le farò avere, dopodichè, divulgare sia l’una che gli altri. Come? Non ne ho la più pallida idea. D’altra parte, non avrei avuto neanche la più pallida idea di come contattarla, eppure, siamo in contatto. Questo significa che, di volta in volta, saranno le necessità e/o le occasioni a dirmi quali iniziative intraprendere. E’ anche vero, a parte i costi editoriali che non potrei sostenere, che se volessi far conoscere maggiormente questo pensiero saprei da che parte girarmi ma, come lei sa bene, non ha senso seminare su terreni non arati.

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