Alcune premesse

Per chi ha perso i suoi principi. Per chi non li ha trovati in altre vie. Per chi non gli corrispondono gli ereditati.

 

Nella quasi totalità degli scritti, e cominciando da un’epoca che non credo di aver ancora finito, non sapevo neanch’io cosa stavo pensando mentre scrivevo. Anche perché, quando scrivo, nella mente ho solo silenzio. Giunsi anche a domandarmi se c’ero ancora con la testa. Mi capita di chiedermelo anche adesso, sia pure non sempre. Non sempre perché, dagli oggi e dagli domani, un qualcosa avrò pure imparato.

Ho attraversato il mio purgatorio da inadeguate conoscenze perché mi sono giovato di un pensiero espresso in quello di Dante: nondimen rimossa ogni menzogna, tutta tua vision fa manifesta, e lascia pur grattar dov’è la rogna.

In tutti i discorsi mi sono inoltrato come nella terra si inoltra la trivella che usiamo per cercare l’aqua. E’ noto che prima della pulita esce quella mista a fango. In quest’acqua non penso di averlo tolto del tutto. Anche perché, passata l’emozione che me li “detta”, mi ricordo solo malamente cosa ho scritto. Così. ammessa l’emozione come vera maestra, devo anche ammettere di essere un alunno da un tanto al franco;  meno quando scrivo.  Di più quando parlo.

I primi testi in particolare (l’emozione in quelli era irrefrenabile) sono degli indigeribili polpettoni. Li lascio, sia perché sono fra i fondatori di questa storia, sia perché non devo tacere nulla. Mania di grandezza, o no che sia, sono soggetti da studio. Non saprei dire se da avanzata letteratura, o se da avanzata psichiatria. Non per la prima volta la vita ci presenta questi “strani compagni di letto!”

Non sono in grado di sapere quali pagine degli argomenti sceglie di capire il Lettore, così, sia pure col rischio di annoiarlo, ho dovuto ripetere gli stessi pensieri.

Non so più cosa inventarmi per rendere maggiormente agibile la lettura di questi scritti: decisamente tanti. Per i testi non citati nei Menu non mi resta che subire la scelta di invitare il Lettore negli Archivi.

mai finito

La pagina iniziale vista con l’Explorer è orrenda. Bella e come da autore se vista con il Firefox. Con altri broswer non so. Per scaricare il sito non occorre richiesta di sorta e non costa nulla: a parte il doveroso rispetto per l’opera: condivisa o meno che sia.

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