Per questa strada

Lettera al cattedratico
I principi della vita
Pedagogia dell’Amore
Lo stato umano
La Soglia fra verità
Le strade della verità
Le strade del dolore
Sessualità della Natura
L’Albero della Vita
Del dolore e del lutto
manofronte
Colpa e senso della colpa
L’Albero del Bene e del Male
Il Dolore
Come evadere dal vago
Accademia vita
Analisi delle emozionie
Analisi del male
Analisi della pace
Analisi dell’Individualità
Analisi del discernimento
a Eugenio S.
a Filippo P.
a padre Aldo Bergamaschi
ad Alessandro B.
a Geminello A.
C.F.S. = Con Flebile Spirito Che Fatica Sopravvivere Immagina
Lettera
Le massime

grurit

Nelle tossicodipendenze

Tre idee per Campagne contro, nella realtà che ancora non conoscevo in pieno: certamente ingenue.

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manofronte

ungrillo

 tossicodipendenza
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L’immagine si presenta da sé. Nella realtà veronese di quel fango ho mosso solo una qualche infinitesimale e delebile increspatura. In quel settore assistenziale, un nulla ero all’inizio e un nulla sono rimasto. Tanto più, perché amico di tutti ma partigiano di nessuno, tanto più, perché più portato al pensiero (in Accademia Vita, un esempio) che alla concreta realizzazione, tanto più, perché “è un bravo ragazzo, ma…” Cronaca non molto felice, il resto di questa iniziativa. Certamente perché ero in un altrove, di nessuna presa a livello contestuale. Parlai dello Spirito, infatti. Avreste dovuto vedere le facce dei presenti. Va bè! Cosa fatta, un capo avrà avuto. 

.richiamo

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Sarà anche perché ogni scaraffone è bello a mamma soia, ma a me, questo Richiamo piaceva e ancora piace. Nessuna proibizione o allarme: solo com_passione, nel senso di condivisione della pena che è nel vivere, comunque si viva. Associativamente parlando, potevo andare avanti nelle Tossicodipendenze con idee come queste? E infatti, non sono andato da nessuna parte. Al più, ho “battuto il passo”. Siccome non mi faccio mancare nullla, a qualche referente della piazza del Bene ho rotto pure le palle, non perché non gestibile io, ma perché non ad occhi chiusi; e siccome si capiva, non ero usabile. E va beh! Oggi ho cambiato immagine ma non ho cambiato idee. Quello che è stato è stato, ed io ho fatto quello che ho potuto. Sensi di colpa zero.

drogaerosa

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Come nella precedente, anche in questa immagine mi piace l’invito, però, mi piace poco la rosa. La trovo violenta, appariscente, prepotente, arrogante. In genere, anche il “tossico” è così. Un tossicodipendente con quei caratteri, avrebbe riso di quell’invito, perché, in genere, solo in ultima si accorgono che i suoi vissuti l’hanno appassito. Si accorgono in ultima, che a farli rinvenire è inefficace ogni acqua. A quel punto al Pinocchio alla stanga, inizia la rassegnazione: iniziano i rimpianti. Sono voci, i rimpianti, che se gli va bene, sussurrano la sua rassegnazione: sempre.  Invano la tacitano continuando a coprirsi di “roba”: Qualche volta con l’ultima nolenti. Qualche volta con l’ultima volenti.

grurit

 

Per Immagini

La vita è la maestra che ci pone il seguente problema.

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manofronte

Tenendo presente che siamo Natura per quello che siamo

 atrinita

Cultura per quanto sappiamo                     e                      Spirito per quanto sentiamo.

.Sapendo che la Pace nello Spirito è luogo di giustizia

perché pace è cessazione del dissidio, e quindi, segno di verità,

ognuno trovi sé stesso.

La Terpia Capire

Capire la nostra vita (e la Vita) è viaggio di riconoscimento

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naturale

 atrinita

culturale                                            e                                         spirituale

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di quello che la persona è, per quello che nella persona c’è.

Riconoscimento è verifica. La verifica implica l’uso del discernimento. Il discernimento cura chi lo cura. Il discernimento è il medico che cura sé stesso. Il discernimento è anche il critico, che nella vita che ci proponiamo, giudica la verità della parte interpretata.

Il senso della vita

il sensodella vita

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Si trova il senso della vita nell’essere forza (Spirito) affine allo Spirito. Con altro dire, Somiglianza affine all’Immagine, o principi affini ai principi del Principio. Tanto più si riuscirà ad essere Somiglianza affine all’Immagine, e tanto quanto si riuscirà ad essere vita (particolare) affine alla vita universale. 

I permessi della vita

La vita è permessa dall’amore, permesso dalla comunione, permessa dalla fiducia, che permette la vita, permessa dall’amore.

lamoree

 L’amore è detto dallo stato della corrispondenza normata dallo stato della comunione fra i suoi unitario _ trinitari stati. Per mezzo della comunione detta dall’amore ognuno partecipa all’alleanza fra vita e vita (o elevando il pensiero, fra vita e Vita)

per quello che secondo Natura è

atrinita

per quello che                                                                 per quello che

secondo Cultura sa                                                      secondo Spirito sente

Per tale partecipazione, in quello che è, ognuno da quello che può.

Non può diversamente, se non esaltandosi e/o deprimendosi ed in ciò

ferire la sua Natura

atrinita

falsare la sua Cultura                                                        alterare il suo Spirito.

In assenza di ogni genere di comunione (o legame, o patto, o alleanza) fra la vita principiante e la vita principiata, non vi sarebbe cellula ad altra prossima, né vita ad altri e/o altro prossima.

L’amore è l’amante che insegna. L’amante è l’amore che impara.

La vita nei disegni

Vita, è corrispondenza di stati, in tutti e fra tutti i suoi stati:

al principio,

Natura

atrinita

Cultura                                                                                        Spirito

Per Natura intendo il Corpo della vita comunque effigiata;

Per Cultura, la Conoscenza della vita comunque raggiunta;

Per Spirito, la Forza della vita comunque agita.

La Natura è Via
atrinita

la Cultura è Verità                                                 Lo Spirito è Vita

La Natura è il luogo del Bene

atrinita

in ciò che prova il Corpo

conosce la Mente                                                  sente lo Spirito.

Vi è pace tanto quanto la forza della vitalità e della vita non patisce dissidi fra Natura e Cultura.

L’assenza del Dissidio permette la trinitario_unitaria corrispondenza di vita fra i suoi trinitario_unitari stati.

La corrispondenza fra gli stati della vita permette la Comunione fra gli stati.

La Comunione fra gli stati permette l’amore fra gli stati.

Per mezzo dell’amore detto dalla Comunione,

ognuno partecipa all’Alleanza fra vita e vita (o elevando il pensiero, fra vita e Vita)

per quello che è secondo

Natura

atrinita

conosce secondo Cultura                                    sente secondo Spirito

Non può diversamente se non deprimentosi o esaltandosi. In ciò, ferire la sua Natura, falsare la sua Cultura,  alterare il suo Spirito.

Capire la nostra vita e la Vita è il viaggio di riconoscimento

Naturale

atrinita

Culturale                             e                           Spirituale

di quello che la persona è, per quello che nella persona c’è.

Per quello che è

(Natura della vita)

atrinita

per quello che sa                                     per quello che sente

(Cultura della vita)                                          (Spirito della vita)

ilprincipio

Il Principio è Genesi del numero di ogni vita

e Genesi della vita di ogni numero

Nel Principio e nei principi c’é la parola

La parola è l’emozione della vita che dice sé stessa.

Nel Principio e nei principi c’è la parola

per ciò che è

atrinita

ciò che sa                                                                             ciò che sente

In ragione della corrispondenza di vita fra la sua

Natura

(e’ ciò che è)

atrinita

la sua Cultura (è ciò che sa)                 e             il suo Spirito (è ciò che sente)

laparola2

I principi della vita

Vita, è corrispondenza di stati fra tutti e in tutti i suoi stati:

Natura

atrinita

Cultura                                                                         Spirito

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Per Natura, intendo il corpo della vita comunque effigiata;  per Cultura, la conoscenza comunque raggiunta; per Spirito, la forza della vita comunque agita.

La Natura è il luogo del Bene

atrinita

La Cultura                                                            Lo Spirito

    è il luogo del Vero                                              è il luogo del Giusto

che corrisponde dalla relazione di forza fra il Bene e il Vero.

Al Principio, assoluta.

La Natura è la ragione del Bene

atrinita

La Cultura                                                                  Lo Spirito

   è la ragione del Vero                                             è la ragione del Giusto

 che corrisponde dallo stato di vita fra il Bene e il Vero.

Il Bene della Natura

atrinita

il Vero della Cultura                                                   il Giusto dello Spirito

 sono i rami portanti in ogni morale (comunque religiosa o comunque no)

perché nei principi del Principio fondono la loro promessa nella stessa terra: la vita.

Una informazione non corrispondente allo stato (naturale – culturale – spirituale) di una data vita, altera il rapporto di forza fra gli stati. Alterandolo, mina una Natura e la dissocia dalla sua dalla Cultura. Così facendo, l’ammala di estraneità. Lo stato trinitario della vita è unitario tanto quanto agisce l’equa corrispondenza fra gli stati. Ammesso al principio (e dello stesso Principio) lo stato di assoluto perché primo, e ammesso che in nessun stato primo possano sussistere equamente delle parti seconde, ne consegue che l’unità fra i suoi stati, oltre che assoluta è inscindibile.

I principi universali della vita sono tre

Perché la Natura è Via

atrinita

la Cultura è Verità                                                                 lo Spirito è Vita

La Genesi nel Principio

ilprincipio

Il Principio della vita è genesi del numero di ogni vita

e genesi della vita di ogni numero.

Chi è vita in assoluto non può manifestare che il suo assoluto. Al di fuori di un Assoluto non ci può essere altro Assoluto.

Chi è vita in assoluto è inmobile emozione della sua Natura

atrinita

inmobile                                                                inmobile

emozione della sua Cultura                                     emozione del suo Spirito.

Il Principio assoluto della vita è inmobile perché si attua per sé stesso, ed è motore, perché, attuando sé stesso, attua il suo principio: la vita.

Nulla può offendere e da nulla si deve difendere, la Natura che colloca il proprio spirito (la propria forza) nella Cultura della Vita: la vita del Principio. Collocati nella vita del Principio (stato di infiniti stati dell’emozione del Suo spirito) nessuno è mai solo, ne mai abbandonato.

grurit

 

Nei percorsi de l’Oltre

Ho scritto questi pensieri più di ventanni fa. Per rivederli devo rivivere le invasive emozioni che me li hanno dettati. La ragione c’e’. Il mio spirito si ritrae.

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manofronte
Discorsi sulla Metempsicosi
Discorsi sulla Medianità
Spiriti e spiritismo
Altri discorsi su l’Oltre
Gli “angeli”
Per essere medium?
La medianità è come il diabete
Esorcista è la ragione!
Un carismatico ed io
Sulla pranoterapia
“Così in Alto, così in Basso”
Della Metempsicosi si può dire
Lettera al Dalai Lama.
Le terapie degli esorcisti
Per i miei contestatori
L’origine della scrittura
Sul Padre e sullo Spirito
Il Bardo Todol
Ai consolati dai carismi

grurit

Immagina lo Spirito

Spirito è ciò che anima. Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l’anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita, animata dalla forza dello Spirito.

La forza dello Spirito è vita della Natura. La vita dello Spirito è forza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura.

Lo Spirito essendo forza è condizione di vita ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

manofronte

Dato il Principio, lo Spirito della vita

si origina dalla corrispondenza di stati fra

atrinita
una Natura                                    e                              la sua Cultura

Lo Spirito del Principio attua la vita tramite la sua potenza non tramite l’identità. Se lo facesse, fra Immagine e Somiglianza non vi sarebbe differente stato. In questo, cesserebbe di essere principio. Di ciò che accade in questo stato della vita, quindi, gli si può addebitare l’origine, non, quanto si origina da ciò che ha originato

per la Natura della vita (il Bene)

atrinita

per la Cultura della vita                   per lo Spirito della vita

(il Vero)                                                  (il Giusto)

il Principio, essendo primo, e quindi, sovrano e assoluto, origina solo sé stesso.

Lo Spirito del Principio origina l’essere in trinitario stato.

Natura per quello che ogni forma è

atrinita

Cultura                                                                       Spirito

per quello che ogni forma sa                        per quello che ogni forma sente

In ragione del suo vivere la corrispondenza fra

la sua Natura

(principio del bene)

atrinita

la sua Cultura                e                il suo Spirito

(principio del giusto)                      (principio del vero)

l’essere vive il suo trinitario stato anelando il ritorno all’unitario.

statomini

Non può diversamente, perché, vita, è stato di infiniti stati, e si origina dalla corrispondenza di forza fra tutti e in tutti i suoi stati.

Dove la corrispondenza è carente, carente diventa la vita.

Lo Spirito è Vita

atrinita

tanto quanto il Fare                                   corrisponde all’Essere

Lo Spirito è Calibro della Natura che forma

atrinita

Arbitro                                                       Giudice

 della vita che si forma                         della Cultura della forma

in ragione dello stato della corrispondenza fra Natura e Cultura.

In ragione dello stato della corrispondenza fra Natura e Cultura

lo Spirito è Calibro perché misura la forza

atrinita

Arbitro                                                            Giudice

perché decide l’uso della forza                  perché valuta l’uso della forza

Lo Spirito guida secondo lo stato di tre emozioni:

Depressione

atrinita

Esaltazione                                                                Pace

Depressione:

errore verso ciò che siamo per difetto delle informazioni che riguardano il Corpo;

Esaltazione:

errore verso ciò che sappiamo, per eccesso delle informazioni che riguardano la Conoscenza;

Pace:

stato della quiete naturale, culturale, e spirituale

fra ciò che sente il Corpo

atrinita

conosce la Mente                                                           prova lo Spirito

Vi è pace, tanto quanto la forza della vita e della vitalità

non patisce dissidi fra Natura e Cultura.

Raggiungiamo la condizione di pace, tanto quanto li tacitiamo

dal Corpo

atrinita

dalla Mente                                                                   dallo Spirito

La misura dello Spirito non può essere maggiore della conoscenza (o l’opposto) se non ponendo dissidio fra gli stati della vita

Natura per quello che siamo

atrinita

Cultura                                                Spirito

per quello che sappiamo                      per quello che sentiamo

Dissidio, è il delirio di chi brancola fra errore e dolore. Poiché, vita, è stato di infiniti stati di vita, così, anche le tre voci della guida dello spirito sono lo stato di infiniti stati di vita, o secondo il caso, di meno vita, in presenza del tormento.

Permettendo la stessa misura di forza

alla Natura

atrinita

alla Cultura                                                                allo Spirito

lo Spirito rivela la sua facoltà mediatrice. Pertanto, è Paracleto, tanto tanto, ponendo mediazione fra gli stati, la rende unitaria. Nell’essere Paracleto è necessariamente leggero, perché la mediazione fra gli stati media il mediatore.

Uno spirito scisso e scindente per mancata mediazione non permette allo

Spirito

atrinita

l’integra corrispondenza di forza fra

Natura                                        e                                     Cultura

Avendo raggiunto l’assoluta unità fra i suoi stati lo Spirito del Principio è Paraclito in assoluto. Essendo assoluto, lo Spirito del Principio origina la sua stessa misura di vita. Se così è nell’immagine della Vita, così non può non essere nell’immagine a quella Somigliante.

Su questo piano della vita la mediazione è generalmente sentita come il passivo compromesso culturale fra

atrinita

ciò che sappiamo                           e                           ciò che sentiamo

Il compromesso è mediazione subita

atrinita

La mediazione                                        La nostra verità

è compromesso voluto                            è mediazione riconosciuta

Vi è chi maggiora l’Essere compensando la Natura, o la Cultura, o lo Spirito (e, quindi, la vita) di maggior vitalità in uno o l’altro stato.

Ad esempio:

7 per la Natura

atrinita

3 per la Cultura                                                   9 per lo Spirito

L’identità in esempio avrà usato il suo massimo spirito per rafforzare il corpo ma in maniera minore la conoscenza. Mancando la corrispondenza di valore fra i suoi stati, mancherà nella sua facoltà mediatrice.

Il Sapere

atrinita

che maggiora il peso sull’Essere                        entra in sofferenza con sé

e/o con altro da sé. Lo stesso nel caso opposto.

Il dolore è il male naturale e spirituale da errore culturale.

E’ dolore fisico, il giudizio di male che una Cultura da alla sua Natura E’ dolore culturale il giudizio di errore che una Cultura da a sé stessa. E’ dolore spirituale il giudizio di male che uno Spirito da alla sua forza

MA

se è pur vero che il dolore afferma la sua verità in ogni lingua, altrettanto è vero che la voce della Natura (il Bene in ogni lingua) cura il peso della sofferenza, ricordando

che lo Spirito è medico, tanto quanto

atrinita

la temperatura della mente                                    ha gli stessi gradi del corpo.

grurit

Lettera al cattedratico

manofronteVolute dai poteri del “Principato e della Religione” di ogni genere società, sulla vita si è sovrapposta una babele di laceranti versioni. Quale la vera?  Non lo so, ma se ammettiamo che i principi del Principio siano il Bene, il Vero, il Giusto, allora, dove c’è dolore (male naturale e spirituale da errore culturale) non può esserci verità. Come ritrovare una verità disincrostata dalla sovrapposizione di tanti smalti? Mi sono risposto: tornando da capo; e lì sono andato con i pensieri. Al principio ho visto tre stati di vita. Considerato il rapporto fra una immagine e ciò che gli somiglia, al principio e dello stesso Principio, sono

Natura

atrinita

Cultura                                                                            Spirito

Per Natura intendo il corpo della vita comunque effigiata;

per Cultura intendo la conoscenza della vita comunque raggiunta;

per Spirito, intendo la forza della vita comunque agita.

La Natura come luogo del Bene;

La Cultura come luogo del Vero;

Lo Spirito come luogo del Giusto che corrisponde dalla relazione fra il Bene e il Vero.

Per stato intendo la condizione naturale, culturale e spirituale, dell’Io personale, sociale, e spirituale.

Le corrispondenze solo relazione di interdipendenza fra gli stati.

Per coscienza intendo il “luogo” della conoscenza vissuta nell’unità fra gli stati.

In ragione del rapporto di corrispondenza che c’è fra una Immagine e la sua Somiglianza, “quello che è in alto è anche in basso”. Come di converso, naturalmente. Cosa differenzia l’Immagine dalla Somiglianza, ovvero, l’Alto dal basso? Direi, lo stato della loro vita: supremo nell’Immagine, e relativo al suo stato nella Somiglianza. Non mi par di affermare nulla di nuovo. Di nuovo, al più, la triangolare collocazione dei concetti, ma, un momento! Ora che ci penso, neanche la faccenda del triangolo è nuova. Avevo dimenticato di averla vista con un occhio al centro, nei dipinti a tema religioso. Fanno intendere che Dio e Tre persone in Una. Come tre distinte identità possano convergere in una unità lo si può intendere solo per fideistica accettazione del concetto, invece, come tre stati della vita

atrinita

possano convergere in una unità

unita

in ragione dello stato della comunione fra i reciproci stati (naturali, culturali e spirituali)

lo può accettare anche la ragione.

Devo “Principato e Religione” al titolo della prolusione scritta da padre ALDO BERGAMASCHI ex Ordinario di Scienza dell’Educazione dell’Università di Verona.

grurit