Al Comitato di Redazione de: ” NoRiskio “

frontepostMi sto domandando da un po’ di tempo perché sento in maniera particolare il peso del compito che mi sono prefisso presso di voi. Ascoltando le mie emozioni ne ho tratto due possibili ipotesi:
* ) la tossicodipendenza assorbe così tante energie che fa finire la vitalità di chi si occupa del problema;
*) la vitalità di chi si occupa del problema può essere finita (nel senso di assorbita, come di terminata e/o deviata) da strumentali questioni che nulla hanno a che vedere con la tossicodipendenza in se, ma che possono essere correlate o alla sua risoluzione o la suo giro.
E’ chiaro che delle ipotesi non sono risposte; solo dei riscontri oggettivi trasformano una chiara ipotesi in una chiara risposta. E’ altresì chiaro che non mi aspetto tanto presto che le mie sensazioni siano confermate da oggettivi riscontri. Allora, cosa posso fare o non fare nel frattempo? Serenamente non lo so. Come avete avuto modo di constatare ogni tanto sparisco. E’ la mia maniera di posare il sacco dei problemi: di tirare il fiato. Se tirare il fiato serve, non basta però a risolvere il non solo problema personale. Tanto è vero che ambedue mi si rappresentano ogni volta ritorno fra di voi. In attesa di capire più distintamente quello che ora vivo confusamente vi rendo noto il mio desiderio di uscire dal Comitato e di tornare in strada. Questo non significa che ritiro la mia disponibilità al Gruppo ma che sono a sua disposizione da esterno.

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