Nelle tossicodipendenze

Tre idee per Campagne contro, nella realtà che ancora non conoscevo in pieno: certamente ingenue.

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manofronte

ungrillo

 tossicodipendenza
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L’immagine si presenta da sé. Nella realtà veronese di quel fango ho mosso solo una qualche infinitesimale e delebile increspatura. In quel settore assistenziale, un nulla ero all’inizio e un nulla sono rimasto. Tanto più, perché amico di tutti ma partigiano di nessuno, tanto più, perché più portato al pensiero (in Accademia Vita, un esempio) che alla concreta realizzazione, tanto più, perché “è un bravo ragazzo, ma…” Cronaca non molto felice, il resto di questa iniziativa. Certamente perché ero in un altrove, di nessuna presa a livello contestuale. Parlai dello Spirito, infatti. Avreste dovuto vedere le facce dei presenti. Va bè! Cosa fatta, un capo avrà avuto. 

.richiamo

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Sarà anche perché ogni scaraffone è bello a mamma soia, ma a me, questo Richiamo piaceva e ancora piace. Nessuna proibizione o allarme: solo com_passione, nel senso di condivisione della pena che è nel vivere, comunque si viva. Associativamente parlando, potevo andare avanti nelle Tossicodipendenze con idee come queste? E infatti, non sono andato da nessuna parte. Al più, ho “battuto il passo”. Siccome non mi faccio mancare nullla, a qualche referente della piazza del Bene ho rotto pure le palle, non perché non gestibile io, ma perché non ad occhi chiusi; e siccome si capiva, non ero usabile. E va beh! Oggi ho cambiato immagine ma non ho cambiato idee. Quello che è stato è stato, ed io ho fatto quello che ho potuto. Sensi di colpa zero.

drogaerosa

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Come nella precedente, anche in questa immagine mi piace l’invito, però, mi piace poco la rosa. La trovo violenta, appariscente, prepotente, arrogante. In genere, anche il “tossico” è così. Un tossicodipendente con quei caratteri, avrebbe riso di quell’invito, perché, in genere, solo in ultima si accorgono che i suoi vissuti l’hanno appassito. Si accorgono in ultima, che a farli rinvenire è inefficace ogni acqua. A quel punto al Pinocchio alla stanga, inizia la rassegnazione: iniziano i rimpianti. Sono voci, i rimpianti, che se gli va bene, sussurrano la sua rassegnazione: sempre.  Invano la tacitano continuando a coprirsi di “roba”: Qualche volta con l’ultima nolenti. Qualche volta con l’ultima volenti.

grurit