Nella ricerca di consapevolezza

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Con la Prima e la Seconda stesura su lo Spirito (sono in quella pagina)  i testi che seguiranno a questi (più abbordabili) sono particolarmente corposi. L’emozione dell’epoca era non solo irrefrenabile ma anche circolare: nel senso che il punto di partenza di un dato pensiero doveva diventare il punto di ricongiungimento con quel pensiero. Al che, mi sentivo obbligato a far il giro del mondo per ogni tema. Mania di grandezza o no che sia, li penso soggetti da studio, più che di semplice lettura. Consiglierei il Lettore, allora, di fermarsi su quegli scritti solo se particolarmente motivato. Detto fra di noi, sono  dei pacchi: letterari e/o psicologici quando non psichiatrici non dico perché invoco la facoltà di non rispondere.

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Mentre si vive sè stessi la vita ti da di che vivere te stesso

Quando ho iniziate le ricerche inerenti la mia sessualità mi sono domandato: dove? Come? Con chi? Non avendo risposte, mi sono proposto. Quindi, in quel posto e non in quell’altro. Alla data ora è peggio della successiva? In macchina, o a piedi? O, che sia meglio in bici? E, vestito come? Di così o di cosa? Capelli corti, o capelli lunghi? E avanti co’ la procession! Per anni! Cosa succedeva? Succedeva che se andavo in un posto, la speranza era in un altro! Se andavo alla data ora, forse era venuta prima. Se andavo dopo, forse viene più tardi! Se andavo in macchina, non trovavo niente! Se andavo a piedi, la macchina non ce l’aveva l’altro! Se andavo in bici, oddio, la poveraccia! E avanti co’ la procession!

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Pedagogia dell’Amore e della Comunione

Comunione, è l’unitaria corrispondenza fra i trinitari stati di: Natura_Cultura_Spirito personali, sociali e, per elevazione culturale, spirituali. L’Amore, è il principio (naturale quanto soprannaturale) dell’alleanza che la permette. La Pedagogia dell’Amore e della Comunione, quindi, intende ausiliare la conformazione dell’essere e la conferma dell’esistere secondo il personale spirito. Indicando ciò che deve essere posto in comunione per poter essere amore, nel contempo indica che cos’è l’amare, allora,

Pedagogia dell’Amore perché l’Amore permette la Comunione

e Pedagogia della Comunione perché la Comunione permette l’Amore.

La passione ascolta sé stessa. L’amore ascolta la vita.

L’amore è via della comunione e la comunione è via dell’amore. Uno stato che corrisponde all’altro è uno stato che ama l’altro perché in comunione con l’altro. L’amore origina la vita data dalla corrispondenza fra ciò che è in comunione. Le corrispondenze sono le vie che permettono la comunione che permette l’amore, quindi,

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Immagina     Lo scritto

separaminiNello Spirito, “andate e moltiplicatevi” è un vincolo di vita, non, di fede. Men che meno una crociata. Nello Spirito, i modi di andare e di moltiplicarsi sono infiniti, pertanto, infiniti i sensi, i significati, gli scopi. Ogni genere di vissuto, però, deve corrispondere con una fondamentale regola: la cessazione del dissidio. Per quanto mi riguarda e per quanto mi risulti ovvio, andate a vivere è maggiormente spirituale. Non me ne voglia il Cristo se la penso diversamente.

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Lo stato umano nello stato sociale per lo spirituale secondo la Pedagogia “per Damasco”

Natura, Cultura e Spirito sono lo stato trinitario della Persona. Nella corrispondenza degli stati la Persona è unitaria. Corrispondente alla Figura umana e sua emanazione: lo stato sociale. Lo Stato sociale è l’unità sociale composta dalla Natura del luogo in cui è collocato, dalla Cultura dei suoi cittadini e dallo Spirito che corrisponde dalla relazione di vita fra i componenti. La Figura del cittadino e la Figura dello Stato si configurano negli stati del Bene, del Vero e del Giusto. Il Bene è Cultura della Natura. Il Vero è Natura della Cultura. Il Giusto è Natura della Cultura dello Spirito: forza della vita della Natura nella corrispondente Cultura.

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Sessualità della Natura nella corrispondente Cultura secondo Spirito.

Per ciò che è il Bene della Natura, il Vero della Cultura ed il Giusto della vita, lo Spirito, essendo calibro della Natura che forma, arbitro della forza che concede e giudice della vita che ha dato, è maestro. Lo stato Umano per lo stato Sociale nello stato Spirituale, allora, non può essere educato che da canoni che rispettino la trinitaria – unità della Persona. In ragione della trinitaria unità della persona e secondo la guida del suo Spirito di vita si evidenzia che la sessualità della Personalità umana, sociale e spirituale è data dai principi di vita cui si corrisponde sia in se che con altre Personalità a se corrispondenti. Da ciò ne proviene che la distinzione sessuale della Natura non è data in ragione del soggetto Etero o Omo genitalmente scelto per la vitale corrispondenza ma secondo principi che sono eterosessuali se si corrisponde secondo finalità di comunione per la vita e con la Vita e sono 0mosessuali se si corrisponde secondo finalità della sola perpetuazione dell’individuale sè. Per quanto sostengo:

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Determinazione o Accoglienza? Questo è il problema!

La Donna che si fa, prevalentemente determinante spaventa! l’Uomo. Perché lo “spaventa”? A mio avviso, perché, trovandosi di fronte un eguale carattere, non può non sentire, forma d’Uomo in forma di Donna. L’uomo che sente di fronte a sé, una Figura di analogo spirito, si trova di fronte ad una sua somiglianza. In tale situazione, ovvia la domanda: quale, la mia culturale sessualità? A questa domanda, gli si può rispondere: semplice! Fermo restando il principio naturale, (la genitalità), la tua sessualità, è omo – culturale, ma, chi mai oserà, parlare “de robe Omo”, agli Etero?! Tuttavia… Giunto al punto: l’Uomo ha “paura” oppure, è solo psicologicamente, (e sessualmente), disorientato, dalla Donna, o meglio, dall’odierna, Donna? Mi si dirà: ma, la Donna è sempre stata così! Concordo. Tuttavia, il Così, della Donna, era contenuto da forti muri socio – culturali. Ora che questi muri, hanno fatto la fine di quelli di Gerico, chi o cosa, “contiene”, l’espansione di vita, del carattere culturale, e, sessuale, femminile? Non di certo, altri, e stramaledetti muri, ma, certamente, delle rinnovate ragioni! Quali, le rinnovate ragioni? Che, ve devo dì! Ad ognuno, la cottura del suo piatto! Questo scritto, è una padella.

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Alla ricerca dell’Albero della Vita

Il tronco della Sessualità, è dato dalla personale genitalità. I suoi rami sono dati dalle emozioni sessuali di prevalenza, quelle, cioè, che formeranno la costituita identità sessuale. Le sue foglie, da emozioni sessuali non prevalenti ma indicatrici di valenza sessuale sia per il tono, (piacere – non piacere), che per la condizione del loro stato. Le emozioni sessuali non prevalenti ma indicatrici di valenza sessuale, conformano e confermano la molteplice varietà delle pulsioni. In ragione di un cosciente vissuto sessuale, la molteplice varietà delle pulsioni è fattore di ricchezza. Se la sessualità fosse una macchina, dell’identità sessuale di prevalenza si potrebbe dire che è il modello base, mentre, delle emozioni sessuali non prevalenti ma indicatrici di valenza sessuale, si potrebbe dire che sono gli optional che, personalizzando la sessualità base, la rendono propriamente individuale. Il tronco dell’Albero è retto e forte in ragione dello stato della relazione di vita fra i suoi rami e le sue foglie. Di per sé, nessun ramo e nessuna foglia sono anormali alla vita dell’Albero. Anormali lo diventano se, (e, tanto quanto), recano del male presso la vita altra: individuo e/o società che sia. Da ciò ne consegue che, a priori, nessuna vita (così come nessun suo stato) ha o è “intrinseco male ” morale. Al più, ha intrinseco dolore, un suo peso, e/o condizione. Se il dolore è lo stato che divide ciò che è normale alla vita da ciò che non lo è, dalla precedente affermazione ne consegue che è sufficiente l’analisi storica del benessere data dalla comparazione delle corrispondenze di vita fra amante e amato/a, per sapere (al di là di ogni esterno giudizio) quanto sia normale, il modo di manifestare la propria sessualità.

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La Soglia fra verità

La Soglia fra verità è il luogo esistenziale, (umano come sovrumano), nel quale, (in vario grado e stato), si passa dall’identità precedente (coscienza di ciò che era e/o si era) a quella seguente: coscienza di ciò che è e/o si è. E’ vero che il processo di comprensione è pena: tanta o poca che sia. La chiesa lo dice Purgatorio. E’ anche vero, però, che quella sofferenza, (tanta o poca che sia), è compensata dallo sgravio (della sofferenza) che avviene mentre capiamo. Come la vita è stato di infiniti stati di vita, così, fra noi e la Verità vi sono stati di infiniti stati di soglia fra verità e Verità. La Soglia fra verità, pertanto, è anche luogo dell’estasi che si prova quando godiamo il giusto perché abbiamo messo in corrispondenza il bene con il vero.

In ragione dello stato della comprensione ne consegue

maggior coscienza

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maggior verità                                                       maggior vita

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L’Albero del Bene e del Male

La vita ha radice: la forza dello Spirito; ha tronco: la sua Natura; ha rami: vita naturale e culturale che si principia dal tronco; ha foglie: Natura della Cultura dei primi atti naturali e dei corrispondenti principi culturali; ha gemme: progetti della Cultura della Natura della vita dell’albero; ha frutti: per la sua forza, la vita data dalla corrispondenza fra la Natura e la Cultura dell’albero. La similitudine fra la vita di un albero (radice, tronco, rami, foglie, gemme e frutti) e la vita come un albero, fa dell’Albero del Bene e del Male il simbolo della vita: coscienza di tutto ciò che è alla conoscenza sia dello stato supremo della vita (quello del Principio) che dell’ultimo principiato a Sua somiglianza.

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Le strade della verità

Via della verità è la forza del corpo

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via della verità                                                                             via della verità

è la forza della mente                                                                    è la forza della vita

lo Spirito

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 In tutti e fra tutti gli stati e secondo stati di infiniti stati

il processo della verità si completa nella trinitario – unitaria corrispondenza fra

ciò che si è come Natura

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si sa come Cultura                                               si vive come Spirito

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 Poiché la Natura sente quello che la Cultura sa

la Natura è via della Cultura

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Poiché la Cultura sa                                                   Poiché forza della Natura

       ciò che la Natura sente                                          che corrisponde con la sua Cultura

la Cultura è via della Natura                                                 lo Spirito è via della Vita.

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Il Dolore

Il dolore, tesi della violenza e antitesi della giustizia

è il male naturale

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e spirituale                                            da                                 errore culturale.

.

Il male è la voce del dolore in tutti i generi di errore
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Le strade del dolore

Dal Dolore nella Natura si origina l’urlo

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Dall’Errore nella Cultura                                              Dal dolore nello Spirito della vita

si origina il pianto                                                               si origina il lutto.

Il Lutto è afflizione naturale, culturale e spirituale, della Natura della Cultura della vita mortificata nel Corpo, nella Mente e nello Spirito: forza della vitalità della Natura e vita della sua Cultura. Come la vita è stato di infiniti stati di forza, così il Lutto è stato di infiniti stati di sofferenza.

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Del Dolore e del Lutto

Sentire è il principio della Natura. Sapere è il principio della Cultura. Secondo lo stato della corrispondenza fra il sentire della Natura ed il sapere della Cultura, lo Spirito è il principio della vita che ne corrisponde. Il Bene è il principio della vita della Natura. Il Vero è il principio della vita della Cultura. Lo Spirito, è il principio della vita del Giusto che nel Bene corrisponde al Vero. Nella corrispondenza fra gli stati della vita, ciò che la Natura sente è ciò che essa sa; ciò che la Cultura sa è ciò che essa sente. Ciò che la Natura sente e la sua Cultura sa è vita (forza dello Spirito) per quanto sente e sa. Il dolore, (male naturale e spirituale per l’errore culturale) è, quindi, una mancanza di vitalità e di vita causata da corrispondenze erronee, vuoi del dolente, vuoi subìte dal dolente.

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Colpa e senso della colpa

La colpa e il senso della colpa si provano nel dissidio fra

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conoscenza                                    e                                       coscienza

Ogni qualvolta il bene (Principio della vita della Natura) si separa dal vero (Principio della vita della Cultura) la forza dello Spirito (vitalità della Natura e vita della Cultura) entra in sofferenza. Secondo lo stato della separazione dal bene, la forza della vita (lo Spirito) somatizza il male dato dalla sofferenza derivata dalla separazione. Lo Spirito somatizza il male con la depressione o con l’esaltazione. La depressione indica falsità nella vitalità della Cultura della Natura: il corpo. L’esaltazione indica falsità nella vita della Natura della Cultura: la mente.

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Come evadere dal vago: Lettera ad un IO confuso.

Secondo la tua Natura, tu sei ciò che senti. Secondo la tua Cultura, tu sei ciò che sai. Secondo il tuo Spirito, forza della vita della Natura che corrisponde alla sua Cultura, per quello che senti, in quello che sai, tu sei la vita che sei.

Vi è comunione di vita per la transizione di uno stato verso l’altro.

La transizione è principiata dalla Simpatia.

Vi è Simpatia verso una Natura, e/o verso la Natura.

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verso una Cultura e/o verso la Cultura                         verso uno spirito e/o verso lo Spirito.

La simpatia è moto della forza della vitalità naturale e della vita culturale. Il principio della vita del suo spirito, è nello stato che l’ha originata.

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Nella Simpatia si desidera ciò che l’altro è

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ciò che l’atro sa                                                                ciò che l’altro sente.

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Indicati dalla simpatia verifica della corrispondenza

Naturale

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Culturale                                     e                                 Spirituale

della destinazione dei moti di una vita verso l’altra.

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Nella relazione fra stati

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trinitario unitaria accoglienza della vita corrispondente per Simpatia.

Lettera a Paola R.

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C.F.S. = Cronic fatigue syndrome

L’Istituto superiore della Sanità, incarica il Gruppo “C” di Verona, di studiare un malattia che deprime la vita pur non ledendo il corpo. Non vedo cosa ci sia di nuovo – mi dico. Sono cose che succedono, quando un insieme di fattori ammalano la forza della vita: lo spirito. Siccome pensavo, (e penso), di capire qualcosa sullo spirito, intervengo presso il dottor S. con questa lettera. Se anche con le immagini dei concetti non ricordo. Ricordo, però, di aver immediatamente tradotto così quella sinfrome:

Con Flebile Spirito Che Fatica Sopravvivere.

Immagina   Lettera

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Determinazione ed Accoglienza

Qualsiasi sia stata la forma con la quale il Principio della vita ha originato la nostra, o i fatti e/o i nomi con i quali noi tentiamo di dirne l’evento, ciò non toglie assolutamente nulla alla Sua facoltà creatrice, così, anche se al principio non vi fossero state persone ma stati di vita (naturali, culturali, spirituali e conosciuti o sconosciuti che ci siano) non per questo lo è di meno.

Lettera a Padre Aldo Bergamaschi

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Ragione nella Fede e fiducia nella Ragione. Cautela verso i Misteri.

In uno scritto di tempo fa, si chiedeva ” se il bene morale, in qualche modo non avesse una origine naturale “. Indubbiamente. I contenuti della vita senza il corpo contenitore, sono come dell’acqua senza ciò che la raccoglie, così, l’Acqua (Essere ed Essenza) che dal Suo sè volle originare la vita a propria Immagine e Somiglianza lo poté solamente dopo aver principiato il bacino: la Natura. La Natura è il corpo che raccoglie le emozioni date dai contenuti che sono nella Natura della Cultura della vita sino dal Principio.

Lettera a Eugenio S.

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Tossicodipendenza: dalla foce alla sorgente.

Il tempo per leggere non ti manca, Filippo, pertanto, se vuoi proseguire nel capire e nel capirti ti fai questa po’ – pò di “pera”, diversamente, vedi un po’ tu.  Non preoccuparti se vi sono punti nei quali la tua Cultura non capisce. Dal momento che si capisce secondo Cultura ma si capisce anche secondo Natura, allora, cerca di farlo anche attraverso ciò che senti, cioè, attraverso le emozioni che ti suscitano gli argomenti che sottopongo alla tua riflessione.

Lettera a Filippo P.

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Transcultura

Sono anni che si sta dicendo in giro che se ha lasciato il precedente incarico lo si è dovuto al fatto di non avere altri mezzi per sfuggire alle mie spire (pardon, lettere) ma dal momento che comunque la raggiungo, o ci deve essere chi semina maldicenze, o Marzana e troppo vicina a Verona! Comunque sia, Cultura, (in quello che si è di ciò che si sa per quanto si sente) è il prodotto esistenziale del viaggio di transizione dagli infiniti stati della conoscenza che è (la presente) a quella che segue: la futura. Se per fare una vita ci vuole una vita, direi che la Cultura è un viaggio che non finisce mai. Cultura, pertanto, in effetti è Transcultura.

Lettera ad Alessandro B.

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Sul bene e sul male

L’esaltazione naturale, culturale e spirituale è un errore che non sempre riesco a dominare. In quell’errore, ci cado ogni volta reagisco, con dolore, ad un dolore. L’esaltazione che mi è difetto (in questa lettera spero di evitarla anche se l’ho detto troppe volte per crederci) quasi mai è conseguente ad una sofferenza verso la mia vita, ma, dolore (male tanto quanto errore ) verso la vita o la Vita.

Lettera a Geminello A.

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