Cara Platinette

Una vita non vissuta in tutte le sue parti, è come uno stomaco con delle anse da riempire, o con quello che vivrà, o con quello che gli sostituisce quello che non sa, o non può, o non vuole vivere. Vedo che sei giunto al punto da ammalarti perché hai delegato al frigo il compito di psicologico angelo consolatore. Nelle stesse condizioni, (sia pure non così pesanti) un mio amico percorreva le ore della notte (affacciato alla finestra che dava sulla strada) in compagnia di vasetti di cipolline. Cercare in frigo di che riempire quelle anse non è una buona idea: lo stai constatando. Stai anche constatando (ma forse non ancora del tutto) che non è una buona idea neanche quella di riempirle con protesi di due prevalenti generi: quelli che reggono quello che intellettualmente sei, e quelli che reggono quello che di te sopporti e vivi sia nella parte di burattinaio a tuo favore, che in quella di burattino: sempre a tuo favore. Quando ti renderai conto che nel tuo teatro la parte del capo comico non comprende quella del burattino, aprirai il frigo solo a ragion sentita.

Mi sono ricordato d’averlo fatto vedendo l’articolo che segue. In quello, forse non ho fatto centro ma certamente ci sono andato vicino.

platinette
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