In oggetto: Soccorso per genitori con figli di altro letto.

frontepostLettera al Direttore de L’Arena: sua Sede in Città.

Stavo su una panchina a fumarmi una sigaretta (non dovrei!) quando, alla mente mi è tornato il ricordo che le racconto. Lo faccio, vuoi per la sua Cortese attenzione, vuoi per soggetti che sono come anch’io sono stato: figlio di un padre da seconde nozze. Sono passati più di sessantanni ma ricordo ancora la mia antipatia per l’essere che inaspettatamente si era messo  fra me e mia madre. Quando mi confermò che c’era, impulsivamente pensai: ma, ci sono io! Capirai che sostegno potevo dare a mia madre, io, inesistente per più motivi e casi e forse meno che decenne! Non poca acqua è passata sotto i ponti che ho attraversato, qualche volta temendo di finirci sotto, qualche volta temendo di buttarmi sotto. Solo adesso, che so distinguere, direi pienamente, quando va’ a coppe e quando va a spade, sento di poter dire la mia; e quella (lei consentendo) girerei ai figli e ai padri che sono forzatamente e ostilmente legati dal comune sentimento verso una donna: chi da figlio (quel sentimento) e chi da marito. Visto che solo i patti chiari permettono una vita lunga, ho strutturato la lettera come fosse un contratto notarile. Quello che propongo ad un padre per caso, è valido anche per una moglie per caso. 
Contratto d’Alleanza fra i figli di una moglie, è il marito che legalmente parlando diventa padre di prole da altro sangue:
Punto primo:
Io non sono tuo padre naturale ma la Legge mi obbliga ad esserlo culturalmente, indipendentemente dal fatto che fra di noi ci sia della condivisa stima e dell’affettività;
Punto secondo:
Il compito di gestire la famiglia è delle figure anagraficamente maggiori. Valuteremo assieme quando non umanamente, o quando immaturamente.
Punto terzo:
L’autorità derivata dalle norme sociali, non autorizza me (come neanche tua madre) a diventare i tuoi secondini. Le stesse norme, però, obbligano te a non metterci in quella condizione;
Punto quarto:
Nella tua vita può entrarci solo tua madre. Io, a tua richiesta: hai la mia disponibilità;
Punto quinto:
Comunque tu decida di viverti, tua madre ed io lasceremo al tuo discernimento il compito di valutarlo con giudizio. Se lo vorrai, dove il tuo giudizio manca della debita esperienza, aggiungeremo il nostro.
Punto sesto:
Fa in modo che la tua famiglia non debba mai patire il giudizio della società. Mi riferisco a quello non legale. Quello di altri generi e/o fonti trova il tempo che cerca. Dovesse succedere, comunque resterai nostro figlio, ma per il solo dovere, e solo perché la Legge c’è lo impone. Di fatto, e a ipotesi successa, non potremmo non viverti come un proliferante tumore. non necessariamente maligno, ma comunque portatore di “malattia”. Su questo punto, tua madre la pensa allo stesso modo.
Con i miei più Cordiali Saluti
manofronte