La Chiesa l’ha mai capita?

girafinpagtavolozza

Cosa intendeva far capire quel biblico stesore, quando, con poetica (ma criptica ovvietà) ha scritto “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”? La prendo un po’ larga ma poi arrivo al punto; punto che è circolare nel senso che quello di partenza è indistinguibile da quello d’arrivo.
Ammettendo al principio un’esistenza capace di vita umana nella versione divina, dobbiamo anche ammetterla capace di discernere su di sé. Un discernimento sovrano perché primo di ogni pensiero, cosa mai può dire se non ciò che è? Cos’è? Lapalissiano, direi! Sentendo sè e sentendosi vita, dirà IO SONO VITA.
Ora, o al principio di ogni principio ammettiamo una qualche sofferenza da dissociazione, oppure, necessariamente, nessuna parte può è separata da un altra, appunto come mostra l’affermazione: “in principio era il Verbo (IO SONO) e il Verbo (nella coscienza di sé, vita) è, ovviamente, presso l’Identità, è quell’identità è il Verbo.
Siccome l’affermazione sta presso il Principio di ogni principio, (l’UNO) ne consegue che è la Parola (la parola è l’emozione della vita che dice sé stessa) che identifica lo stato di ogni parola, in ragione di quanto può dirsi: io sono vita in vita, e quindi, inscindibile unità, tanto quanto la sua immagine di essere in vita somiglia all’immagine della Vita.
Preciso: sto interpretando una storia, non, sostenendo che sia o non sia vera quella storia, ma vera o non vera che sia la faccenda, direi che la mia lettura non fa una piega.
manofronte