Manicomio a parte

frontepostAlla concione su Arte e Amore premetto tre avvii.

*Vita è stato di infiniti stati di vita.
*La parola, è l’emozione della vita, che per infiniti stati date infinite condizioni dei detti stati, può dire sé stessa per infinite voci.*
Poiché la condizione di vita dell’Amore e dell’Arte, gode e/o al caso soffre di infiniti stati di vita, parlare d’arte o d’amore è, in potenza, parlar dell’Infinito quando non senza fine.
Mostrato il paesaggio, faccio scendere la mongolfiera. Per l’innanzi detto, supporre di comprendere uno o l’altro caso, è supporre di poter prendere del mercurio con le dita. D’Arte e d’Amore ne parliamo da sempre, proprio perché nessuno è riuscito a prendere quel Messaggero! Al più, e a conseguenza di infiniti tentativi, a moltiplicarlo, e con ciò (per Arte e/o per Amore) a moltiplicare le parole che ci dice quando c’é le diciamo. Sia l’Amore che l’Arte sono forze costituenti anche quando vissute come veleni e/o comunque affossanti. Succede un caso e/o l’altro in ragione di fattori coscienti e/o non coscienti all’artista e/o all’amante, e quindi, non tutti emozionalmente gestibili secondo le personali aspirazioni. Naturalmente, anche i comuni vivono stati d’arte e/o d’amore. Nei comuni, però, sono stati comuni. E’ stato comune dell’amore e dell’arte quello che suscita un’emozione circoscritta e contenuta dal già detto. Non nuova perché già detta, non necessariamente vuol dire non valida. Al più, vuol dire quale è il livello esistenziale magistralmente raggiunto vuoi in Amore come in Arte. In Amore come in Arte, ci sono destini elementari, medi, magistrali, universitari, e c’è chi percorre quelli già fatti e c’è chi fonda i nuovi. Comunque siano i casi e/o faccia o non faccia comodo agli amanti e/o agli artisti di tutti i livelli raggiunti in arte o in amore, sotto il sole non c’è nulla di nuovo a parte il Manicomio da dove parte ogni arte e ogni amore, e dove, di ogni arte e di ogni amore, tutto torna per ripartire.

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