La passione degli sportivi è di apolide psiche.

frontepostSecondo me, nel momento stesso che entra nello stadio, lo sportivo da gradini come anche da poltrone, si spoglia completamente della precedente identità per assumere quella di una passione apolide in cerca di stato; e lo stato (o condizione) la riceve sostenendo e contribuendo ai variegati moti (verbali e/o quanto di altro) che condivide e stimola mentre i suoi duellano per confermargliela. Il giocatore che per qualsiasi motivo si sente offeso dovrebbe tenere a mente (e dar per scontato) che sui gradini di ogni colosseo non ci sono più persone: ci sono soggetti dall’essere con bisogni da riconoscimenti tribali, più inconsapevolmente animali che consapevolmente umani.
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