La paranoia e le Assistenti sociali

manofronte
Giorni fa ho telefonato alla mia Assistente Sociale. Non c’era. Partecipava al seminario “Fidiamoci”. Sugli aspetti trattati, su chi deve fidarsi e/o è invitato a fidarsi non so. Quello che so, è il significato di Fiducia e/o di quanto e come l’ho ottenuta o al caso persa. Sull’azione concreta attuata dalla mia assistente non ho particolari lamentele. Certo! Tutto si può fare di più, ma per quanto mi riguarda accetto più o meno serenamente quello che passa il Convento. Mi resta più di una qualche perplessità, però, sul come le mie istanze vengono accolte. L’assistente sociale si ritrova (nolente o volente, o potente o meno) fra il martello di una professione in cui è gestita_ gestirice, e l’incudine dell’assistito. Nei confronti dell’assistito, pertanto, non può non tenere conto sia del peso del martello, che della sostenza dell’incudine, e fra i due fattori, trovare il giusto colpo. In qualsiasi caso è tutto fuorché facile. “Facile” lo rende, però, sia l’eccellenza umana che quella professionale. Su l’eccellenza professionale lascio ad ognuno la sua opinione. Su quella umana, qui dico solo la mia. Paranoia, Signor Direttore, è la malattia dei derubati dalla fiducia. A me, è stata rubata quasi tutta. Dico quasi, perché quella che riesco a trovare, il più delle volte è solo un amato ricordo di quello che è stata prima di ogni furto. Un proverbio romeno dice che chi è stato scottato dal brodo teme anche lo jogurt!. Ed è quello il timore che sento ogni volta vado dall’Assistente Sociale. Certo, mica può rendersene conto, tuttavia, avendo a che fare con anziani, poveri (il più delle volte) di ogni bruciato valore più che assenza di denaro, dovrebbe darlo per scontato. Sia pure non in ogni caso, così non è. Ha certamente presente la storia del santo che ha donato un pezzo del suo mantello a un povero. Mi rifiuto di pensare che prima di farlo si è chiesto se dare o non dare fiducia a quel derelitto, o se sia in quelle condizioni per un mestierato accattonaggio, o per altre analoghe ombre. Ecco, di fronte alla mia Assistente Sociale, mi sono ritrovato a dover sentire quel genere di dubbi; e sono umilianti. L’assistenza che comunque segue, non li annulla. Anzi, li rende più amari. Diversamente da quel santo, l’Assistente sociale non è mica tenuta ad amare i suoi poveri, tuttavia, la direi tenuta ad amministrare la sua giustizia, evitando di usare la forma mentale dei Carabinieri, per i quali, siamo tutti illegali sino a prova contraria. Certo! Ci sono poveri anche per mestiere, ma questo retro pensiero, non può stare apriorisiticamente sulle spalle di chi non lo è: invece, succede; e succede perché anche alle Assistenti sociali è capitato di finir derubate della loro fiducia. Direi allora, che il tema “Fidiamoci”, in primo denuncia il corso di una guerra fra poveri: guerra che, se vogliamo guarir la mente paranoica, è necessario superare.
Datata Novembre 2019