Roberto mi chiede: cosa pensi ci sia dopo la morte?

E’ tutto qui? Solo questa nostra povera misera vita, così breve?
Prima che la morte del mio amato me la facesse conoscere, ne pensavo quello che generalmente pensiamo. E’ successo poi, il mio incontro con la medianità. Da quel momento, la morte è diventata passaggio fra uno stato e l’altro della vita. La prova di quel passaggio me l’ha data una mia corrispondenza con trapassati: il mio amato fra questi. In un primo momento ho accolto quella realtà come generalmente accolgo ogni vita: a cuore aperto. Un pò alla volta, però, verifico a chi lo do. Do chilometri di corda, se necessario, e per anni, se necessario, ma prima o poi, impicco; ed ho impiccato l’attendibilità di quella manifestazione. Non sai, perché non esistono gli spiriti (non è quella la voce da verificare, che tanto, ognuno crede quello che vuole, sa, o può) ma perché sono inattendibili. Perché, inattendibili? Semplice, e forse l’avrai già letto da me. Lo spiritismo è inattendibile perché il male sa fingere il bene, molto bene tanto quanto è male. Dal che ne consegue, che il male può essere maggiore, dove maggiore la rivelazione. Al che la collegata domanda: quale attendibilità hanno gli spiriti che hanno principiato le religioni monoteiste? Nessuna! A questa stessa mia conclusione, (l’ inattendibilità degli spiriti) credo sia giunto anche lo stesso Cristo: fu tentato ma respinse la tentazione. Mosè e Maometto, invece, ci sono cascati in pieno! Ci sono cascati anche tutti i visionari che trovi nella Bibbia. In ultima ma primo per l’importanza che ha presso di noi, c’è cascato Saulo di Tarso. Capisci adesso, perché, per me, la Bibbia è un documento senza alcuna attendibilità a livello divino? Dici che è Parola di Dio! Ammesso un Dio al principio della vita, non può essere che supremo. Per tale stato assoluto. Quale il principio di vita, di una vita che vive il suo assoluto stato? Io l’ho trovato nel Bene. Vi può essere Bene in quella vita, in assenza di altri due principi, e cioè, il Vero ed il Giusto? Chiaramente, no! Allora, di questi tre principi, assoluti perché divini, quanto ne trovi nella Bibbia? Molto pochi, direi, se la lettura di quel libro ha fatto perdere la fede a molti!
Vita, è comunione di stati fra il Bene nella Natura, il Vero nella Cultura, ed il Giusto nello Spirito. Essendo assoluto stato, in Dio, questa trinità di stati è unitaria. Per questo è anche detto, l’Uno. Nello stato divino della vita, vi può essere assoluta comunione di stati, se fra di quelli vi è anche il più infimo non – bene, non – vero, e non – giusto? Chiaramente, no. E, allora, Dio, non può assolutamente conoscere il non – bene, il non – vero, il non – giusto. Se non li può conoscere, come mai si arriva ad accreditare a Dio tutti gli sfracelli che sono scritti nella Bibbia? Ad un conoscitore come te, non occorre che li elenchi, vero? E’ comune esperienza: l’ amore è permesso dalla comunione! Dello stato divino della vita, allora, (Immagine della vita) si può dire che è la suprema espressione dell’amore data la comunione fra i suoi stati. In quanto suprema idea dell’amore, in Dio non può essere presente nessuna intenzione divisoria. Comunque lo si chiami o lo si pensi, Dio non può essere il Divisore perchè non c’è divisione in alcun stato di quella vita. Allora, giusto perché l’ho fatta anche troppo lunga: si può dire che nella Bibbia è presente influsso divino sull’Uomo, tanto quanto guida verso la comunione. E si può dire, che vi è influsso umano, (quello sì, divisorio) tanto quanto guida verso la divisione. Adesso ti dico perché sulla mia strada “per Damasco” non sono caduto da cavallo! [Cavallo è “veicolo” psicopompo. Vedi la simbologia.]
Per quanto innamorato dell’idea di aver ritrovato in vita il mio amato, non potevo non vederlo con la stessa sincerità verso me stesso, che usavo nel vederlo presso di me quando era in questa vita. Non mi piaceva niente quello che “rivedevo” perché risentivo. Non mi piaciuto al punto che ho chiuso il rapporto medianico. Il come lo tralascio perché è storia cominciata nel 91 e non ancora finita: solo calmierata. Avevo bisogno di continuar ad amare, però! Dove trovare la meta di quel mio bisogno se il mio spiritello era rimasto un birbaccione? Così, ho elevato il pensiero. Dall’amare uno spirito sono passato a cercar l’amore presso lo Spirito. Già, ma, chi è lo Spirito? Per rispondere a questa domanda ho ripercorso la strada dove Saulo di Tarso è caduto da cavallo perché ha totalmente creduto in ciò che ha amato credere. Quanto in buona fede non c’è modo di verificare. Ti dici un semplice credente, Roberto, ma dimostri una cultura sulla Bibbia, da parermi un “vescovo” dei Geova. Uno di loro, è persino arrivato a dirmi che conosce la Verità! Affermazioni di questo genere sono possibili quando, assumiamo Dio come antidepressivo, ma gli antidepressivi del genere non li spaccia Dio: solo dei ciarlatani.
Datata Novembre 2006

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