Amore e amorevolezza in madri, figli, amanti, cimiteri, spiriti.

Qualche giorno fa la mamma dell’Amato è andata al cimitero e sulla tomba del figlio ha fatto quello che il sentimento fa fare. L’altra notte l’ho sognato. Era a letto. Uno di quei letti in tubolare che si trovano negli ospedali ed in isole comunitarie: collegi, ecc,
In viso l’ho visto dimagrito. Pallido ma non cereo. Aveva la barba di più di qualche giorno. In vero una peluria, ma lo ricordavo glabro! 🙂 Dormiva ma, lo ricordo ora, non respirava. Nei pressi dei suo letto, lo guardavo. Sentivo il senso del mio corpo in modo vago. Sentivo presenti solo degli occhi. Se lo vedevo, è chiaro che non potevo mica essere senza occhi, pure, c’era come se quella facoltà fosse sottolineata! No, non dal mascara! 🙂
Soggetto, fisicamente molto agile, l’Amato. Lo è sempre stato. In un caso, anche in ultima. Fatto sta che si alza dal letto molto velocemente, viene verso di me, mi si mette di fronte, e all’altezza del cuore (come se quello fosse il suo armadietto) estrae un paio di scarpe che direi ginnastica dal tipo di suola. Molto consumate, fra l’altro. Fatto questo si gira ed esce imboccando un corridoio. C’era luce in quel corridoio. Di più sulla parete di sinistra. In quella di destra, grigia parete e/o la luce.
Mi sveglio con una sensazione di rimprovero: si sente abbandonato!
Con l’Amato mi capita di litigare ancora per due prevalenti motivi. In primo perché tende ad imporsi (col cavolo che glielo permetto che l’ho già fatto anche troppo! ) ed in secondo perché, almeno in quel sogno, è ancora al livello che ha lasciato.
Vai avanti, gli dico, vai avanti! La tua strada non è più questa; è quella! So che lo sa, ma l’emozione umana lo prende ancora e se non la riceva quanto vuole e/o gli occorre, lo fa capire! Come lo fa capire?! Coppie che per un insieme di amorosi fattori si capiscono anche senza parlare non sono mica prodotti di telepatia, vero! Sono solo due che si sono fatti uno! Fra me e l’amato è successa cosa analoga! Abbiamo avuto bisogno di tutto e di tanto, ma, per intenderci, di nessun vocabolario.
Non mi interessa se non mi credete. Al più mi dispiace per chi non mi crede, perché solo quelli che hanno profondamente amato, sanno di cosa parlo!
E’ poi vera sta’ storia dell’abbandono?! Direi si e anche no. Non è vera perché è ben raro che passi giorno senza pensarlo. Così anche per la mamma, penso. Più che alla madre, però, il referente dei suoi sentimenti ero io. Solamente io. Ben strana storia per chi da giovane andava a Finocchi, vuoi per soldi per la “roba”, ma anche per picchiarli!
Sta dicendo a me, allora, che lo sto abbandonando! Non è vero ma anche si, come è anche vero che non posso diversamente! Indipendentemente dalla mia volontà, è la vita in cui sono che mi sta allontanando da lui. La vita in cui sono certamente non mi toglie i ricordi. Non mi toglie i belli, almeno, che misericordiosa, i brutti si, me li toglie!
Attenuando i ricordi che mi restano, è sua legge, l’attenuazione delle emozioni. Non ci si scappa! A meno che non si voglia vivere di solo dolore! L’attenuazione delle emozioni, è attenuazione della comunicazione spirituale e/o spiritica secondo il caso. E’, un diventare, piano piano, come muti.
Si, il Piccolo ha fatto tutta la sua sceneggiata, appunto perché, a suo dire non gli parlo più, il che è un po’ come dire che lo sento meno. Secondo ragione so che lo capisce. Secondo emozione, gli è ancora pesante il sentirlo. Avrebbe bisogno di un altro amore, ma, purtroppo lo cerca dove gli sta diventando sabbia fra le dita. E si che gliel’ho detto a quel testone: vai avanti, vai avanti! Capirai! E’ un Capricorno! Si, in effetti un corridoio per andare avanti l’ha pur preso! Dei corridoi della sua realtà e condizione, quando sono illuminati a sinistra significa che sono guidati dallo spirito, mentre la luce a destra dice che sono guidati dalla santità dello spirito di sinistra.
Era una santità, però, talmente corporea da sembrare parete. Di obbligato passaggio, quindi. In quanto condizionante, la direi, allora, non elevata nella Vita anche se può esserlo nella sua.

rosaquattro

Mi sono svegliato sentendomi un po’ di merda perché stanotte ho picchiato la Cesira!

Colori vaghi. Preponderante il grigio.
Sto uscendo da casa. In un leggero zainetto da pochi soldi, molto fiorato, metto delle cose. Non le vedo chiaramente ma sento che sono le chiavi, il portafoglio, documento d’identità.
Non mi vedo uscire però mi ritrovo a cavallo della bicicletta e fermo nella leggera salita antistante il semaforo sulla strada che a sinistra porta al Ponte Navi e alla chiesa, e sulla desta in zona s.Paolo prima e in XX Settembre di seguito.
Il zainetto mi cade. Passa una donna. Lo raccoglie. Prosegue verso la s.Paolo. Fra il meravigliato ed il seccato, oltre perché impedito dal semaforo non verde, immagino, perché così lo sento, la chiamo, prima forte, poi più forte: Signora, SIGNORAAAA! Non mi sente? Non mi bada? Non può sentirmi? Non vuole sentirmi? Non lo so.
Con lo zainetto sottobraccio, la donna si ferma poi sotto la pensilina delle fermate autobus. La raggiungo. Devo avergli chiesto la restituzione della borsa ma non mi sento mentre devo averlo fatto, ma la donna trattiene lo zainetto. Con forza. Tento di strapparglielo! E’ mio accidenti! La donna mi resiste.
Perdo la pazienza! La prendo a schiaffi. Mentre lo faccio mi vedo le mani. Sono femminee. La donna mi guarda. Mi pare di conoscerla. Sembra la Cesira ma non pare la Cesira. E’ eguale ma è diversa. Mi guarda come se sapessi chi sono. Mi sorride. Con mestizia, appena prima che la colpissi.
Sapeva quello che sarebbe successo? Doveva succedere quello che sarebbe successo? A fatto in modo che dovesse succedere? Non so. Sono domanda a posteriori, queste.
Visto che con gli schiaffi non ottengo risultati, passo a più pesante metodo. Mentre con la sinistra tento di strappargli lo zainetto che la donna continua a trattenere con forza, con la destra la prendo a pugni sul volto!
Sono pugni maschili. Mentre li guardo, mi domando con sorpresa da dove sono saltati fuori! Non li riconosco, evidentemente. Come se non fossero da me, o di me.
Sotto i pugni la donna cade. Forse perché costretta a difendersi dalla caduta con le braccia, la donna lascia la borsa. Finalmente me ne approprio! Giunto allo scopo, mi giro e torno verso il Ponte Navi.
Sento che dovrei chiamare un autoambulanza! Mi interessa e anche no. Sento che c’è mancanza di soccorso. Mi interessa e anche no. Sento, non più di tanto pesante, un senso di colpa. Delle fotocamere potrebbero aver ripreso la scena mi dico. Sto, indeciso, fra il preoccupato e no.
Mi sveglio.
Con la chiarezza della rivisitazione del sogno, si, riconosco la donna: è proprio la Cesira, mia madre adottiva!
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 cesira

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Con tutto quello che ha fatto per me, io l’ho presa a botte!
Perché “ognuno uccide quello che ama”?

rosaquattro

Questa mi ero proprio dimenticato di raccontarvela.

Sono scomodamente seduto al Mc D. Mi passa davanti. Sta portando una bici che più scassata di così non si può. E’ al telefono. Saprò dopo che sta parlando di lavoro con una ausiliatrice di non so che gruppo o se in proprio. E’ stracotto che neanche un brasato. Ne ha il colore. Non ricordo se di trentatre o trentasette anni. Era un fringuello quando l’ho conosciuto un paio di estati fa. Sta diventando un piccione. O meglio, piccione nel corpo ma ancora fringuello nell’animo. Non mi vede. Lo chiamo non mi sente. Gli faccio un trillo. Guarda chi è e poi gira la bici. Mi vede. Sorride. Gli faccio uno sberleffo. Atteggia le labbra. Mi manda un bacio. Non vede la gente. Non gliene frega niente. In quel momento, neanch’io. Non si può censurare la spontaneità. Quando è sincera e pulita, meno che meno. Era notte quando l’ho conosciuto. Stavo seduto all’ingresso del mio Giardino. Gli do la sigaretta che m’ha chiesto. Mi dice: cerchi compagnia? Gli dico non ho soldi. Non sono caro, mi risponde. Lo accompagno alla pianta dove ha la camera. Non so cosa mi gira ma cammin facendo m’incazzo! Mi sono rotto i coglioni di far crescere uccelli, gli urlo. E’ molto meglio far crescere un uomo!!! Degli zingari che dormivano in un altra camera si sono alzati per vedere chi era la pazza che gridava a quell’ora! Quando m’hanno riconosciuto non si sono dimostrati sorpresi. Strano! Non ho mica gridato così tutte le settimane. Zingarescata a parte, non ricordo come sia andata a finire quella sera, se non verso mattino. Ricordo che l’ho spogliato. Mi riferisco alla mente, non, alle braghe. Devo avergli detto delle cose giuste (o che gli sono parse giuste) perché da allora mi chiama il suo angelo. Naturalmente, io gli dico che è il mio diavoletto! Chissà se gli angioletti e i diavoletti si possono amare.
Nei cieli grigi, forse si.

rosaquattro

Pensando alla vostra festa, Donne.

agirasoleSotto di me abitavano due della confraternita s. Frocio. Uno dei due amava il giardino che aveva ricavato mettendo terra su delle pietre. Le piante dovevano aver capito quell’amore perché crescevano da far dispetto ai soliti pollici. A lato del cancello aveva piantato una mimosa. Un sorta di ragnetto per i primi anni,  ma poi, un caspo di giallo che era una cura per l’animo. Si sono trasferiti. La mimosa è morta. Forse dal dolore. Al loro posto una donna, e al posto del giallo, uno scheletrato grigio. Da allora non sono più capace di regalare mimose, come non sono più capace di accostarmi ad un giovane. Vi piacciono le rose?

separabiancaaarchiviodue

E’ amore, Vitaliano? Mah! Non so. Bisognerebbe chiederlo ai Nas!

Lui quarantenne. In attesa di divorzio è tornato da mammà. Altro non ha, a parte l’allenare una squadra di calcio maschile. Maschile? Peste ti colga, Vitaliano, se solo osi pensare ad una qualche sensibilizzazione, verso (e/o in basso) a chi si fa la doccia dopo l’allenamento. 

Lei, transessuale. Ragionando da maschio, la dico Figa dalla punta dei capelli a quella delle scarpe. Si incontrano. Ed è tutto un falò! Per una quindicina di giorni, poi, “ho qualche problema, mia moglie ha preso un’investigatore, vuole addossarmi la causa di divorzio, sono costretto a non vederti con la frequenza di prima, ti amo; poi, telefonatine e messaggini enigmatico _ romantici. Questo, via, via distanziando, e stringi_stringi, tacendo.

Ci resta male, lei, ma reagisce con classe: siamo grandi, que serà, serà, mandami tante rose ma non spinose, e chiude la linea.

Che ne pensi, Vitaliano? Mah, tesoro. I casi sono due, o lui si sta distanziando perché passata la scuffia erotica sta riacquistando la sua vista (e tu, sei un’altra vista) oppure sta provando se la sua semina ha messo radici.

Se gli fai capire che ha messo radici, prima o poi non mancherà di chiederti acqua. E, se non mi chiedesse acqua, ma neanche si facesse rivedere? Mah! Direi, allora, che sta togliendo le sue radici dal tuo vaso.

Ma dai, Vitaliano! Quarantanni, con non ancora il coraggio di sé stessi! Capita mia cara, a quelli che, molto probabilmente, non hanno mai lasciato mammà.

afinedue

Certo, Marco. Alla domenica sono libera tutto il giorno.

Sto leggendo il giornale. Sulla panchina di fronte si siedono un uomo ed una donna. Dell’Est. Lei è sulla trentina. Per il resto c’è poco. In quello che vedo. Lui è un filibustiere. So quello che dico. Li ho desiderati. Anche amati. Non capisco quello che si dicono. Sembra una sorta di elencazione delle difficoltà. Lei elenca. Lui sa. Ad un certo punto, la ragazza si arma di telefonino e chiama. “Certo, Marco (tutta cara la voce) alla domenica sono libera tutto il giorno. Possiamo prendere un caffè e parlare.” Saluta e chiude. Girandosi verso l’accompagnatore fa il gesto che significa: hai visto? Che ci vuole?!

Povere donne. Poveri uomini. Povero me che non penso mai hai cazzi miei!

afinedue

Oddio, i fiori di zucca, fritti con la pastella!

La Cesira me li ha fatti solo una volta. Costavano, ai miei tempi, i fiori di zucca! Ti parlo di 55 anni fa! Quale vedova ricorda così tanto un marito? Se devo pensare alla dolcezza di un sentimento, lo penso fiore di zucca fritto con la pastella: veneta o napoletana che sia, che ho avuto amanti importanti sia di quelle parti che delle mie. E’ vero! Mi è capitato di mangiarne ancora da qualche parte in qualche posto, ma, non erano i miei amati fiori. Erano molli come amanti non interessati a farti sentire il crunk!

afinedue