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Lettera aperta a Cristo

Caro Amico: fratello non oso anche se per Natura siamo della stessa pasta. Recenti ricerche stanno dicendo che, storicamente, sei come un profilo di un Social dove tutti possono dire di essere di tutto. Come non bastasse, la Barca che hai dato a Pietro pare un vecchio diesel da tanto spande fumi! Il tutto, perché gli altri fanno miracoli, e Tu, fatti quelli, nisba! Sono sicuro che hai deciso di non farne più perché non dipendessero da Te ma dal Padre. Non hai tenuto in conto, però, che la nostra povertà di fede ci rende nudi come quel tale trovato lungo la strada da un certo Samaritano. In quella situazione, anche un solo Tuo miracoloso straccetto potrebbe coprire i nostri fede_li inverni! D’altra parte, forse neanche Tu potevi immaginare che i Figli del Padre come Ci hai nominato potessero diventare un popolo di straccioni! Quello che non hai capito Tu, l’ha ben capito il tuo vicariato! Così, non potendo contare più sui Tuoi straccetti, ha aperto il Mercato dei miracoli ad altre botteghe: sante, per carità, ma, botteghe!
Datata Novembre 2006

manofronte

Il Padre della vita e l’immagine a Sua somiglianza

Dato ad ognuno il proprio stato e secondo lo stato del suo stato, la vita che è dell’ultimo ( l’immagine originata ) non può non essere a Somiglianza dello stato del Principio della vita: Immagine originante. Non può non esserlo per il principio dell’uguaglianza che è dato dalla corrispondenza fra un’immagine e ciò che gli somiglia. La vita del Principio, allora, ha gli stessi stati dell’Immagine che è a Sua Somiglianza. Essendo la vita corrispondenza di stati fra Natura, Cultura e Spirito sia nello stato supremo che nell’ultimo, ne consegue che l’identità della vita del Principio come dell’Immagine a sua Somiglianza, sono date da ciò che sente la loro Natura e da quanto sa la loro Cultura in ragione della forza del loro Spirito. Non può non esserlo per il principio dell’uguaglianza che è dato dalla corrispondenza fra un’immagine e ciò che gli somiglia. La vita del Principio, allora, ha gli stessi stati dell’Immagine che è a Sua Somiglianza. Essendo la vita corrispondenza di stati fra Natura, Cultura e Spirito sia nello stato supremo che nell’ultimo, ne consegue che l’identità della vita del Principio come dell’Immagine a sua Somiglianza, sono date da ciò che sente la loro Natura e da quanto sa la loro Cultura in ragione della forza del loro Spirito.

manofronte

Ancora sul Padre, sullo Spirito, e su altre tentazioni del Serpente.

Degli edifici che in crescita mi hanno fatto abitare mi sono rimasti i diroccati, ma ancora mi pongo domande su quanto resta.  Non ho pretese di Risposta.

neosepara

Nella ricerca del Genesi della vita, se per un aspetto il Testo rivela la capacità di elevazione culturale degli stesori, dall’altro, mi pare segnali che il Serpente non si limitò a tentare la sola Eva. Infatti, a mio avviso, caddero nella tentazione (pericolosa tanto più l’imposero come verità rivelata dal Principio) di dire una realtà che, per ignoranza sul Principio della vita (la vita sino dal Principio) certamente non potevano conoscere, tuttalpiù, immaginare, oppure, se dire per rivelazione, perché ispirati. Va beh! Dal momento che il male sa fingere il bene, molto bene tanto quanto è male e dal momento che in alcun modo possiamo verificare lo stato delle “voci” ispiratrici (ripeto la domanda) da chi dette e/o rivelate, se in mancanza di verifica, tutto il nostro credere può anche essere stato basato sulla strumentalizzazione (in buonafede e/o in malafede che sia) di un bisogno di credere in altri conseguente alla mancanza della capacità di credere nel Padre tramite noi? Una elevazione spirituale può inebriare la ragione tanto da mandarla oltre il suo contesto storico personale e sociale. La può mandare “fuori” al punto da farla entrare in contatto con altri piani di vita; non intendo la vita spirituale (che avendo vita ne siamo in contatto da sempre) ma quella spiritica. Al proposito, sappiamo l’opinione della Psichiatria, ma, se è vero che sull’argomento sa cosa dice, quanto può dire di sapere di cosa parla? Una mente ispirata oltre la sua realtà dalla forza della sua immaginazione (capacità di vedere culturalmente ciò che in cui si crede e che è elevata tanto quanto si ha fede in ciò che si crede) quanto sa distinguere se discerne secondo sé, o se lo può tramite altra vita? Nel caso sappia distinguere che non discerne secondo se e anche ammesso che sappia quale sia lo stato di vita che influisce sul suo discernimento, può verificarne (non dico l’identità) ma anche la sola attendibilità spirituale? Direi di no. Infatti, se può essere inimmaginabile la capacità di verità di uno spirito nel bene, così è inimmaginabile la capacità di menzogna di uno spirito nel male.

neosepara

Così, data la facoltà e la capacità invasiva degli spiriti soprannaturali nella vita naturale (data la mia conoscenza dello spiritismo lo sostengo a ragion veduta, o meglio, sentita) non posso non dubitare (e, parecchio) che lo Spirito ispiratore sia stato quello del Padre. Il Padre influisce la vita che ha originato attraverso la Sua forza: il suo Spirito. Se l’ispirasse secondo la sua Cultura, assoggettando il nostro giudizio al suo, renderebbe serva la nostra. Rendendola serva, però, assoggetterebbe anche la nostra coscienza, ma, una coscienza è piena, solamente se è libera di conoscere, al caso, anche ciò che non gli corrisponde per poter sapere ciò che gli corrisponde! Ergo, neanche il Padre può far dipendere da se, la vita che pure ha originato. Ciò significa che non possiamo credere a nessuno? No, ciò significa che dobbiamo credere nel solo Principio della vita: in ragione della forza dello Spirito, corrispondenza di stati nella data vita e fra la nostra e la Sua. Ulteriormente, questo significa che non puoi credere neanche a me? Ammesso e non so quanto concesso che ti sia mai girato per la capa, mi pare più che ovvio, per quanto riguarda la fede. Invece, per quanto riguarda la ragione, “credimi” solo dopo attenta valutazione! Il principio che ha permesso la vita è quello della comunione fra stati. Allora, dove vi è la voce di uno Spirito che interloquisce fra vita e vita non può essere quella del Principio che dice circa i suoi principi, in quanto, già all’origine ne ha detto i massimi: bene nella Natura, vero nella Cultura per il giusto dello Spirito. Quei principi sono massimi al punto da originare la vita e universali al punto da indicare ad ogni via della vita (ad ogni Natura) la sua verità , cioè, la sua Cultura. Per corrispondenza di principi fra la vita originante e quella originata, anche un qualsiasi Spirito soprannaturale non può in alcun modo interferire nella vita altra se non ledendo la corrispondenza degli stati della vita personale (o sociale tramite la Persona) su cui interferisce. Tanta o poca che sia la sua forza, uno spirito interferente, (tanta o poca che sia la sua vita) comunque erra perché devia la corrispondenza di vita e di forza fra spirito e Spirito.
manofronte